3,4 miliardi, transazione, Cdp: ecco l’accordo con Autostrade

Un’intesa trovata alle prime luci dell’alba, dopo una trattativa durata tutta la notte. Alla fine il dossier Autostrade si è concluso con l’uscita graduale dei Benetton e l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) in Autostrade al 51%. Una soluzione, questa, che prevede quindi la transazione della concessione – con l’uscita della famiglia Benetton dall’azionariato di Aspi – e non la revoca, come invece aveva richiedeva a gran voce il Movimento 5 Stelle.

L’accordo tra Atlantia e il governo

Riavvolgiamo il nastro della negoziazione. Il governo ha sottoposto alla famiglia Benetton un pacchetto contenente alcune condizioni, tutte accettate. “O accettano o sarà revoca“, la minaccia che, secondo fonti di agenzia, sarebbe stata sventolata per tutta la notte dal premier Giuseppe Conte.

L’esito più importante coincide con il via libera alla “procedura di transazione“‘ e al blocco della procedura di revoca fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”, si legge nel comunicato diffuso dal governo.

L’accordo tra gli azionisti di maggioranza di Atlantia e il governo ruota attorno ad alcuni punti salienti. La famiglia Benetton, che controllava Aspi, ovvero Autostrade per l’Italia all’88% del capitale attraverso Atlantia, lascerà spazio a Cdp, che diventerà il primo azionista di Autostrade con il 51% delle azioni.

I Benetton scenderanno al 10-12% dell’azionariato, senza poteri in Cda, prima di diluirsi ancora di più nel capitale. Aspi uscirà dal perimetro di Atlantia per essere quotata in Borsa, diventando una public company. Il governo ha dato mandato a Cdp di avviare la procedura di uscita della famiglia trevigiana entro il prossimo 27 luglio.

I punti dell’accordo: transazione e assetto societario del concessionario

Scendendo nel dettaglio, l’accordo prevede ”misure compensative” ad esclusivo carico di Aspi per un ammontare complessivo pari a 3,4 miliardi di euro e la riscrittura delle clausole della convenzione per adeguarle all’articolo 35 del dl Milleproroghe. Come se non bastasse, si legge ancora nel comunicato di Palazzo Chigi, è previsto un rafforzamento del sistema dei controlli ”a carico del concessionario”.

E ancora: un aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni” da parte dello stesso, la rinuncia a ”tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi” e l’accettazione ”della disciplina tariffaria” che porterà in dote una ”significativa moderazione della dinamica tariffaria”. Questo significa un aumento dei risarcimenti e un’ulteriore riduzione dei pedaggi.

Per quanto riguarda, invece, i punti inerenti all’assetto societario del concessionario, Atlantia e Aspi si sono impegnate a garantire ”l’immediato passaggio del controllo di Aspi” a Cdp, attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di Cdp e l’acquisto di quote partecipative da parte di ”investitori istituzionali”. È poi prevista la cessione diretta di azioni Aspi a ”investitori istituzionali di gradimento di Cdp”, con l’impegno di Atlantia a ”non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi”.

Il ruolo di Cdp

Con il passare delle ore arrivano nuove indiscrezioni sul ruolo che avrà Cdp. Secondo quanto riferito da Radiocor, ci sarà un aumento di capitale da almeno 3 miliardi, dedicato a Cassa Depositi e Prestiti e che la porterà al 33% di Autostrade. Non solo: si parla anche di una cessione di quote pari al 22% di Aspi da parte di Atlantia a un investitore istituzionale e, infine, di una scissione di Aspi contestuale all’Ipo che vedrà Edizione, holding della famiglia Benetton, diluirsi all’11%. La garanzia del debito di Aspi, 5 miliardi e oggi in capo ad Atlantia, passerà invece a carico dei nuovi investitori.

Certo, lo schema può ancora subire nuovi aggiustamenti e i dettagli definitivi arriveranno soltanto nei prossimi giorni. Intanto, però, sono stati enunciati i capisaldi attorno ai quali ruoterà il tutto. Il prossimo passo sarà l’accettazione formale da parte del governo della proposta di Aspi-Atlantia. In un secondo momento ci sarà spazio per la firma di un memorandum con Cdp per realizzare l’operazione.

Per quanto riguarda il valore di riferimento di Aspi, questo sarà considerato un valore di mercato, valutato da esperti di settore successivamente asservata. I tempi saranno tuttavia piuttosto lunghi: nella migliore delle ipotesi circa sei mesi. In ogni caso il nuovo assetto azionari di Aspi avrà un blocco composto da Cdp (33%) con investitori istituzionali (22%); Edizione sarà all’11% mentre gli altri soci di Atlantia avranno quote ancora più ridotte. La cordata guidata da Allianz (7%) e i cinesi di Silk Road (5%) risulteranno diluiti ma potranno risalire acquistando sul mercato.



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