Amb. Iran, accordo nucleare ormai ‘in serio pericolo’

(ANSA) – ROMA, 15 LUG – L’accordo sul programma nucleare
iraniano è ormai “in serio pericolo” a causa delle “politiche
Usa di massima pressione e della sostanziale conformità ad
esse dell’ Europa”. E’ quanto scrive l’ambasciata iraniana in
Italia in un comunicato diffuso in occasione del quinto
anniversario della firma dell’intesa fra Iran, Usa, Russia,
Cina, Gran Bretagna e Francia, abbandonata nel 2018 da
Washington, che ha reintrodotto pesanti sanzioni contro la
Repubblica islamica.
    L’ambasciata sottolinea che l’ unico risultato ottenuto
dall’Iran in seno all’accordo, che è alla base della risoluzione
2231 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, è la fine delle
restrizioni sull’acquisto di armi convenzionali, a partire dal
prossimo ottobre. Ma se le restrizioni venissero prorogate in
seno al Consiglio di Sicurezza, come vogliono gli Stati Uniti, “verrebbe meno ogni aspettativa nei confronti dell’ Iran di
rimanere nell’accordo”. “L’ Ambasciata della Repubblica islamica dell’ Iran – si
legge ancora nella nota – nutre l’ aspettativa nei confronti
delle autorità e dell’ opinione pubblica italiana che nel nome
dei diritti del popolo iraniano vengano condannate le disumane
politiche di massima pressione americana e chiede ai governi dei
Paesi europei di agire fattivamente in direzione di un
rafforzamento dell’accordo, osservando gli impegni sottoscritti
e adottando politiche indipendenti realmente efficaci” .
    Nel comunicato si sottolinea in particolare che, dopo la
reintroduzione delle sanzioni americane, i Paesi europei
firmatari dell’intesa si erano impegnati a salvaguardare le
relazioni economiche con la Repubblica islamica, per consentire
la continuazione della vendita di petrolio, prodotti
petrolchimici e derivati , la continuazione di transazioni
bancarie, di trasporti efficaci, crediti all’export,
investimenti in Iran , sostegno alle attività economiche e
commerciali. “Con questo intento – sottolinea l’ambasciata –
sono stati annunciati strumenti come Instex (nel 2019), che
seppur in tempi lunghi sono stati parzialmente attivati, si sono
rivelati di ben poca utilità purtroppo a causa della
fondamentale mancanza di un meccanismo in grado di offrire
copertura finanziaria”. (ANSA).
   


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