Amministrative, l’incubo dei grillini: liste M5S solo nel 6% dei Comuni

Le elezioni Amministrative continuano a spaventare e a mettere in difficoltà il Movimento 5 Stelle, che è nato e cresciuto proprio dai territori ma che ora non riesce più né a capitalizzare consensi né a mantenere un rapporto diretto con i cittadini. È evidente che lo slogan della democrazia diretta si è rivelato solamente uno strumento mediante cui accaparrare voti: i grillini, che a livello nazionale sono passati dal 34% al 16% circa, faticano e non poco in occasione delle tornate elettorali locali. Non a caso, in vista dell’election day del 20 e 21 settembre, la situazione è piuttosto complicata: almeno per il momento i pentastellati corrono solo in 72 dei 1165 Comuni chiamati alle urne, corrispondente a un misero 6,8%.

Come riportato dal Corriere della Sera, dal M5S fanno sapere che “il lavoro di certificazione delle liste è ancora in atto e il numero è destinato a crescere sensibilmente“. Questo fattore non va assolutamente preso come elemento di sollievo e rassicurazione, anzi: i tempi e i passaggi in questione potrebbero penalizzare l’intero lavoro di campagna elettorale da svolgere in 55 giorni. Considerando che di mezzo c’è il mese di agosto.

“Nostro tallone d’Achille”

Mai come quest’anno il numero di Amministrazioni coinvolte non solo si è notevolmente ridotto, ma è anche concentrato in poche aree. Un 5 Stelle di peso rassicura: “Da sempre le Comunali sono il nostro tallone d’Achille, non sono preoccupato“. Ma i dati dovrebbero far preoccupare il Movimento: un terzo delle liste certificate riguarda la Sicilia (13, la Regione più rappresentata) e la Campania (11); invece in Veneto, Marche e Liguria (dove si vota anche per le Regionali) si è fermi a quota uno. Neppure uno in Valle d’Aosta.

I grillini rischiano grosso anche a Venezia, dove la loro presenza non è affatto scontata. Dai capoluoghi arriva una notizia parzialmente positiva: le liste presentate sono 13 su 18. All’appello mancano – oltre a Venezia e Aosta – Fermo, Mantova e Agrigento. Le situazioni ambigue comunque non mancano: a Chieti, dopo il via libera arrivato da Roma, è stato presentato Luca Amicone come candidato sindaco. Tutto qui? No, perché fonti 5S teatine non escludono la possibilità di un accordo con il Partito democratico in extremis. Ma in questa città, così come nelle altre, la delusione degli elettori è rilevante: in molti criticano sia le mancate iniziative di ascolto sul territorio sia l’incertezza sull’eventuale alleanza con i dem. Presentarsi, si sa, non basta: il Movimento 5 Stelle rischia una vera e propria debacle alle prossime elezioni Amministrative.



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