Anniversario stragi ’92, tra flashmob e impegno Rai

“In questi due mesi che sono stata in casa mi sono resa conto di una grande similitudine tra quel tragico 1992 e questo tremendo 2020. Come dopo le stragi del ’92 siamo riusciti a farcela con l’aiuto di tutti gli italiani, anche questa volta se siamo potuti andare avanti lo si è dovuto al sacrificio di tanti eroi, dai medici agli infermieri, dalle forze dell’ordine ai commessi dei supermercati”. Così Maria Falcone, sorella di Giovanni, in occasione della presentazione delle iniziative per il 28/o anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio. E’ intitolata “Il coraggio di ogni giorno” ed è dedicata all’impegno di tutti i cittadini che in questi mesi di emergenza hanno operato per il bene della collettività la manifestazione organizzata dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, il 23 maggio, per commemorare le vittime di quelle stragi.

Le celebrazioni assumeranno necessariamente una forma diversa dal passato a causa delle restrizioni legate alla pandemia. Un ruolo fondamentale avrà la Rai, ormai da anni “partner” della Fondazione Falcone, con un palinsesto denso di appuntamenti – approfondimenti, documentari, film – che partirà dal 18 maggio e culminerà il 23 maggio con due trasmissioni in diretta su Rai Uno: “Uno Mattina in Famiglia” e “Italia sì”. “Parlare di contrasto alle mafie, rilanciare il messaggio che non bisogna mai abbassare la guardia – ha detto il presidente della Rai Marcello Foa -, è quanto mai importante in un momento difficile come questo. L’informazione è fondamentale. La Rai partecipa appieno all’impegno del Sistema Italia contro la criminalità organizzata”. Il palinsesto del servizio pubblico è stato illustrato da Marcello Ciannamea, Direttore Distribuzione Rai, mentre Roberto Sergio, direttore Radio Rai, che sarà in prima linea nella commemorazione. La trasmissione “Uno Mattina in famiglia”, in particolare, narrerà un racconto che si muoverà tra passato e presente. Nella mattinata verrà rivissuto virtualmente il viaggio che la Nave della Legalità ogni anno ha fatto con a bordo migliaia di ragazzi. Quest’anno la Nave Splendid, usata tradizionalmente per questo evento, è stata trasformata in ospedale galleggiante per gli ammalati di Covid-19.

Verranno raccolte le testimonianze delle scuole che hanno partecipato negli anni scorsi al viaggio e i racconti di docenti e studenti che, nonostante l’emergenza, hanno proseguito la didattica da remoto. Un impegno sottolineato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “La scuola – ha detto – ha un ruolo fondamentale nella lotta contro la mafia. In questo periodo spesso è stata l’unico avamposto di legalità, l’unico riferimento per chi vive in ambienti difficili. E nonostante le tante difficoltà, continuiamo a essere impegnati perché nessuno sia lasciato indietro”. Nel pomeriggio del 23 maggio, nel corso della trasmissione “Italia sì”, verranno ricordati gli agenti caduti a Capaci e in via D’Amelio con la deposizione di una corona di fiori presso il reparto scorte della Caserma Lungaro di Palermo, a cui prenderà parte Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo scorta del giudice Falcone. Sono previsti inoltre gli interventi dei vertici delle istituzioni e di esponenti del mondo dell’associazionismo antimafia. Alle 17.58, come ogni anno, ma stavolta senza la partecipazione dei cittadini, ci sarà il tradizionale momento del “Silenzio” sotto l’Albero Falcone, suonato da un trombettista della Polizia di Stato.

La Fondazione Falcone, vista l’impossibilità di organizzare cortei e raduni, ha lanciato un flash-mob: nei giorni precedenti il 23 una serie di artisti, attori e musicisti italiani con piccoli video, che verranno trasmessi sui canali social della Fondazione Falcone, del ministero dell’Istruzione e di PalermoChiamaItalia inviteranno i cittadini ad appendere un lenzuolo bianco dal balcone di casa e ad affacciarsi tutti insieme alle ore 18. L’impegno della magistratura è stato sottolineato dal Procuratore Antimafia, Federico Cafiero de Raho, che ha sottolineato come, approfittando della crisi sanitaria, le mafie “ricerchino consenso sociale e facciano reclutamento”. “E’ una celebrazione quanto mai importante – ha detto – giacché aiuta i giovani a capire che i nostri modelli vanno cercati tra chi ha guardato al bene comune”. All’emergenza Covid-19 ha fatto riferimento anche il capo della Polizia Franco Gabrielli. “Il Paese oggi deve trovare le forze per reagire – ha detto – e i caduti di quella tragica stagione del ’92 sono modelli a cui ispirarci”.


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