>ANSA-INTERVISTA/ ‘Merkel trascina l’Ue, accordo possibile’

(di Eloisa Gallinaro) (ANSA) – ROMA, 15 LUG – La chiave di volta per l’uscita dalle
secche del dibattito sul Recovery Fund, condizionato
dall’opposizione dei Paesi frugali capitanati dal premier
olandese Mark Rutte ai sussidi a fondo perduto, è la Germania di
Angela Merkel. In un’intervista all’ANSA, il capo dell’Ufficio
in Italia del Parlamento europeo Carlo Corazza fa il punto sulle
sfide di fronte alle quali si trova l’Unione europea per uscire
dalla crisi innescata dalla pandemia da coronavirus:
un’occasione da non sprecare anche per ristabilire o aumentare
la fiducia dei cittadini nelle istituzioni di Bruxelles.
    La cancelliera tedesca “si sta comportando da leader europeo
e il fatto che spieghi ai tedeschi che non ‘facciamo un favore
ai Paesi del sud ma a noi stessi’ con un accordo sul Next
Generation Eu è di buon auspicio” per una conclusione positiva
della trattativa, ragiona Corazza, convinto che “il dato più
importante della crisi è che la Merkel di oggi non è la Merkel
del 2010 e la Germania di oggi non è la Germania del 2010. E
questo non è un dettaglio”. La volontà espressa dalla
cancelliera di “mettersi nei panni degli altri”, che ricorda la
prospettiva larga di grandi leader del passato come Mitterrand e
Kohl, può fare la differenza soprattutto nell’ambito dei
negoziati con i Paesi frugali, le cui richieste di garanzie “non
sono campate in aria”, ma con i quali un accordo finale non è
impossibile.
    Sul fronte italiano Corazza vede bene un ricorso al Mes, sul
quale non c’è il rischio di brutte sorprese in termini di
condizionalità, anche perché l’utilizzo dei fondi è subordinato
ad un “contratto negoziato”. “Tutto quello che doveva essere
chiarito è stato chiarito”, scandisce, e si può facilmente
verificare quali sono le condizioni light per le spese sanitarie
anche solo andando sul sito. Quindi, quello sul Mes, taglia
corto, è un “falso dibattito”.
    Le divergenze tra opposti schieramenti all’interno dei
Ventisette riguardano peraltro anche questioni che datano ben
prima della crisi provocata dal Covid. A partire dalla riforma
fiscale evocata sul Financial Times dal commissario all’Economia
Paolo Gentiloni, che prospetta il passaggio dal sistema di voto
all’unanimità a quello a maggioranza qualificata sulle materie
fiscali per combattere le politiche “aggressive” di alcuni
Stati. “Chi fa dumping fiscale non ha alcuna intenzione di
smettere perché gli conviene”, spiega Corazza, convinto però che
anche su questo dossier è importantissimo “riaprire il cantiere
europeo”.
    D’altra parte, nonostante non siano mancati errori e
rigidità a Bruxelles, il capo dell’Ufficio in Italia del
Parlamento europeo osserva di non “vedere in giro tutto questo
euroscetticismo”, neppure in Paesi come la Grecia, anche se è
vero che si è “creata una distanza tra istituzioni e cittadini”.
    Per superarla, “l’europarlamento, unica istituzione eletta con
un voto, è quello su cui si deve puntare di più”, anche perché “è quello che per primo ha capito la posta in gioco”,
identificando un dato politico essenziale nel fatto che il nuovo “bilancio europeo non deve servire solo alla ripartenza, ma
anche ad affrontare le sfide del futuro”. (ANSA).
   


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