Banchi, pasti, orari e docenti. Il ritorno a scuola è un rebus

«Non ci siano più dubbi: riapriremo le scuole il 14 settembre». Il concetto quotidianamente espresso dal ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è chiaro. Non è affatto chiaro invece come si riaprirà. In quali condizioni e con quali strumenti. Le questioni irrisolte sono ancora tantissime e manca appena una manciata di giorni alla ripresa prevista già il 1° settembre per le lezioni di recupero. La prima è la carenza di docenti: saranno quasi 200mila le cattedre scoperte e il ministro propone di mandare in classe studenti non ancora laureati.

TEST La Azzolina ha detto che tutto il personale verrà sottoposto a test sierologico. Quindi ci sarebbe da effettuare oltre un milione mezzo di prelievi. In caso vengano rilevati gli anticorpi si eseguirà il tampone. Gli esami dovrebbero prendere il via un paio di settimane prima dell’apertura. Ovvero a ferragosto e comunque su base volontaria. Al primo settembre quanti test saranno stati effettuati visto che non sono neppure obbligatori?

BANCHI MONOPOSTO Azzolina ha spiegato che questo tipo di banco servirà a risparmiare spazio. Purtroppo la rivista specialistica Tuttoscuola ha fatto i conti nel rispetto delle misure di distanziamento raccomandate dal Comitato Tecnico Scientifico. Risultato? Ecco: «25 alunni seduti ai banchi biposto occupano 15 mq (0,60×25); gli stessi alunni su banchi monoposto occupano almeno 20 mq (0,80×25)» . Dunque «non si guadagna spazio, anzi, se ne perde». Giusto «assicurare il distanziamento» con i monoposto ma i problemi di spazio conclude Tuttoscuola «peggiorano». E infatti il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, fa notare che «molti istituti non hanno avuto comunicazioni circa i locali aggiuntivi dei quali dovrebbero poter usufruire dal prossimo 1 settembre». Insomma arriveranno i banchi ma ci sarà il posto dove metterli? Rino Di Meglio, Gilda, fa notare che soltanto ieri sera alle 19 si è concluso l’invio delle richieste da parte dei dirigenti scolastici. Quindi si chiede «come sia stato quantificato il fabbisogno di 3 milioni di banchi» senza le indicazioni dei presidi degli istituti.

INGRESSI E TEMPO SCUOLA Qui entra in gioco l’autonomia delle scuole. Ogni singolo istituto alla luce delle misure di sicurezza dovrà decidere come gestire l’entrata e l’uscita degli alunni, la mensa, la ricreazione. Persino la durata della lezione che potrebbe accorciarsi fino a 40 minuti per permettere la divisione in sottogruppi delle classi e la distribuzione degli alunni tra palestre e laboratori. Ma che si fa nelle scuole che non hanno spazi aggiuntivi? E per gli ingressi e le uscite scaglionate quali saranno i disagi delle famiglie soprattutto nella scuola d’infanzia e nella primaria? Che si fa si accompagna un figlio alle 7,30 e uno alle 8,30?

CONTAGI Che cosa succederà nel caso in cui in una scuola si verificassero casi di Covid? La decisione «spetterà al ministero della Salute non a quello dell’Istruzione», dice la Azzolina che comunque esclude «un nuovo lockdown collettivo nazionale».



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