“Basta profughi, siamo troppi”. Protestano perfino i migranti

A Cona arrivano altre 100 persone, rissa tra gli ospiti Strutture al collasso dalla Calabria alla Lombardia.

Cona (Ve) «Basta qui non ci stiamo più» Migranti contro migranti. È il caos totale, l’Italia che scoppia.

Non solo gli italiani, ora anche i profughi a riprova del fatto che qui non c’è più posto, che l’Italia è al collasso. Che i centri di accoglienza sono stracolmi e che perfino i viadotti delle tangenziali fanno da tetto ai migranti. Ieri mattina nell’ex base militare di Conetta, frazione di Cona nel veneziano, che da luglio 2015 ospita i richiedenti asilo, una trentina di migranti pare ivoriani, ma fonti parlano di almeno un centinaio, ha protestato contro i nuovi arrivi di questi giorni in base, denunciando le condizioni disumane e la situazione di degrado attuale. Impossibile convivere con altri cento ospiti, in un centro che ora supera le 1.600 presenze.

I richiedenti asilo hanno iniziato a innervosirsi alle tre di notte e all’alba hanno inscenato la protesta. Hanno organizzato un presidio interno alla base, rivolgendosi alla cooperativa che ha in gestione il centro. Sono riusciti a ottenere la visita del vicario del prefetto che al mattino si è presentato nel campo ed è andato a vedere le condizioni. Alcuni migranti sono scesi in strada. Altri sono rimasti tranquilli. I manifestanti avrebbero impedito al camion che doveva consegnare la colazione di entrare e alcune fonti parlano anche di un bus pieno di richiedenti asilo. Bus che poi, alle tre del pomeriggio, è stato visto fermo accanto al municipio senza una meta. Per non parlare di quei profughi, donne e bambini, scaricati per strada in mezzo ai rifiuti, in una zona industriale di Conselve nel padovano. Una scena che ha fatto tuonare il sindaco di Bagnoli di Sopra, Roberto Milan, comune padovano adiacente a Conselve e a sei chilometri da Conetta. «Donne e bambini scaricati lì – dice Milan al Giornale – e poi portati in base a Bagnoli dove ci sono 731 migranti maschi. Abbiamo toccato il fondo di questa gestione così scellerata e sbagliata». «Sono disintegrato ci dice il sindaco di Cona, Alberto Panfilio è una situazione insostenibile. Conetta doveva essere chiusa mesi fa». Il ministro Minniti si era presentato a Treviso a marzo scorso promettendo la chiusura delle basi. «Aveva detto che non avrebbe fatto aumentare i numeri – incalza Panfilio – che avrebbe messo i migranti in centri di cento persone e che avrebbe organizzato rimpatri forzati e invece nulla è stato fatto». Anzi. Beffa delle beffe, il giorno dopo la venuta di Minniti, altri quaranta richiedenti asilo erano arrivati a Conetta e il ministro si scusò. «È paradossale sbotta Panfilio – perfino i migranti si sono accorti che non possiamo fidarci del Governo. Ci hanno raccontato solo frottole». Anche il governatore del Veneto Luca Zaia è intervenuto ieri su Facebook: «A Padova, Verona, Vicenza tornano ad arrivare i migranti sbarcati in massa sulle nostre coste come accade ogni estate».

E infatti, l’ Italia trasborda e trabocca di profughi. A Corigliano Calabro (Cosenza) la situazione è drammatica, tremenda. Ne arrivano in continuazione e su 205 minori non accompagnati, 156 non sono ancora collocati. Nella sola Milano si sfiorano i record: una quota di presenze mai raggiunta. Sono seimila tra richiedenti asilo, profughi e minori non accompagnati. Per non parlare degli sbarchi tra Calabria e Sicilia. E ieri a Brindisi: ne sono arrivati 402. Ventuno erano ustionati. Si parla anche di sessanta dispersi nel Mediterraneo, partiti da Misurata a bordo di un gommone che poi è affondato. «Caduti in acqua racconta il portavoce dell’ Oim, Flavio Di Giacomo alcuni hanno resistito ma altri non ce l’hanno fatta e sono annegati». I sopravvissuti: circa una ottantina.