Bilancio regionale: 1 milione e 500 mila € di contributo straordinario alla Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII. Pompignoli perplesso

 

Le perplessità del Presidente della commissione bilancio Pompignoli “risorse che potrebbero essere dirottate alle categorie vessate dal Covid”

Bologna, 1 dicembre. “Non entro nel merito delle attività di ricerca e di studio della Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII, né tantomeno mi permetto di giudicarne il valore e la rilevanza sotto il profilo accademico” – dichiara in una nota il Presidente della Commissione bilancio e affari istituzionali dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, Massimiliano Pompignoli – “ma in un momento come questo, caratterizzato da un’emergenza sanitaria di portata mondiale, mi sembra legittimo domandarsi se il contributo straordinario di 500 mila € annui per ognuno degli esercizi 2021, 2022 e 2023 concesso a questo particolare Istituto sia davvero una priorità per questa Regione.”
Attraverso questo contributo, si legge nella relazione tecnica nella legge di stabilità regionale 2021, la Giunta intende sostenere le attività della Fondazione in particolar modo di ricerca e di studio in materia storico-religiosa orientate a favorire il dialogo e la comprensione tra le culture per una pacifica convivenza civile.
“Le categorie economiche che in Emilia-Romagna hanno dovuto sospendere o limitare la loro attività a causa delle misure restrittive dettate dal Covid sono tantissime e, a ognuna di queste, è stato chiesto un sacrificio enorme in termini produttivi e occupazionali per salvaguardare la salute pubblica. Per questo motivo le autorizzazioni di spesa fissate per il prossimo triennio per far fronte alle attività di studio e di ricerca, alla produzione scientifica e alla realizzazione di eventi della Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII si prestano a legittime e fondate contestazioni. La priorità” – conclude Pompignoli – “è garantire ristori economici adeguati ai pubblici esercizi, alle aziende e ai lavoratori della nostra Regione messi in ginocchio dal Covid. Tutto il resto passa necessariamente in secondo piano, ivi comprese le attività e i servizi della Fondazione.”

Ufficio Stampa Lega Romagna

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