Carceri. Contagi, Morrone (Lega): no riduzione pene come soluzione

 

 

Roma, 17 novembre. “L’allarme contagi Covid nelle prigioni non può essere risolto con generiche riduzioni delle pene o con il rinvio della carcerazione in seguito a una condanna. Sarebbero segnali devastanti per il Paese che manifesta una accorata domanda di giustizia di fronte a un’allarmate escalation di reati con ricadute anche gravi nelle comunità locali. Trovo che ci sia una frattura, all’apparenza insanabile, tra l’opinione pubblica in generale, ormai disillusa sulla capacità dello Stato di garantire sicurezza, e una parte della magistratura, certe associazioni e forze politiche che puntano addirittura a espiazioni delle pene ultra soft e al carcere come provvedimento ultimo. Tra l’altro, i numeri del virus in carcere diffusi da fonti diverse sono discordanti e i dati, troppo generici, non riescono a fotografare la situazione. Non è dato di sapere, per esempio, quanti dei contagiati siano sintomatici o asintomatici e quali ulteriori possibilità di isolamento possano essere attivati in altre strutture rispetto alle esistenti. Crediamo che prima di parlare di indulti o amnistie mascherati, sia opportuno un ragionamento complessivo su altre opzioni che riescano a equilibrare il diritto alla salute di detenuti e della polizia penitenziaria e la preservazione della sicurezza pubblica che, non si può negare, potrebbe essere messa in discussione da un certo filone ideologico che vorrebbe mettere in atto provvedimenti indiscriminati di scarcerazione”.
Così in una nota il parlamentare della Lega Jacopo Morrone.

Ufficio Stampa Lega Romagna

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