Caso Mare Jonio, al seguito della Ong c’era il figlio del ministro Tria

Poi era stata la volta dell’ex no global, Luca Casarini. Ora viene alla luce un altro personaggio, Stefano Paolo Tria, figlio del ministro dell’Economia. Dal 2009 è corresponsabile del Raj, la barca a vela che accompagnava la Mare Jonio.

Come riporta La Verità, nella Capitaneria di Lampedusa lo skipper del Raj viene fermato e obbligato a “rispondere secondo verità in ordine ai fatti sui quali vengono richieste informazioni“, Così l’uomo spiega: “Siamo partiti il giorno 16 marzo ed eravamo dieci persone tutte imbarcate nel porto di Palermo“. Tra i nomi dei passaggeri ecco che spunta quello di “Stefano Paolo Tria, nato a Roma l’8 luglio 1980?, a bordo “in qualità di secondo skipper“.

Poche settimane fa, la Mare Jonio, della Ong Mediterranea Saving Humans, è intervenuta a 42 miglia dalle coste libiche per soccorrere un barcone in avaria con a bordo 49 migranti. L’imbarcazione entra in azione seguita dalla barca a vela. Come specifica il quotidiano, col carico di migranti, la Mare Jonio punta verso Lampedusa, mentre il Rajresta in mezzo al mare.

C’è stato maltempo e la reazione delle due barche è stata diversa, noi siamo rimasti indietro. Alcuni di noi hanno lasciato Raj e altri sono rimasti a bordo, non la si poteva lasciare in mezzo al mare…“, ha raccontato una testimone che però, a bordo del Raj, dice di non aver mai incontrato Stefano Paolo Tria. Il Giornale.it