Caterina Caselli, tutte le mie vite senza rimpianto

(ANSA) – ROMA, 20 OTT – Voce, talento, musica, curiosità,
tenacia: tutte queste parole raccontano una donna speciale,
Caterina Caselli, la ragazzina scatenata degli anni ’60 e quella “cresciuta” come oggi si definisce. 75 anni, una prima vita artistica folgorante nella seconda metà dei ’60 durata una
manciata di anni per sua volontà e una seconda lunghissima come
imprenditrice, dopo aver lasciato il palco, sposato Piero Sugar
della omonima dinastia e della mitica Cgd e scelto di dedicarsi
alla musica da produttrice e talent scout di grande intuito. Modenese come Pavarotti, si racconta oggi davanti alla
telecamera di Renato De Maria, un flusso ininterrotto di
ricordi, gioie, dolori (racconta il suicidio del padre quando
aveva 14 anni e anche il tentativo di sequestro del marito Piero
nella stagione dei rapimenti). ‘Caterina Caselli, una vita,
cento vite’ è il titolo del film, colonna sonora che è storia
d’Italia dalle sue hit a quelle degli artisti che hanno
incrociato la sua carriera, da Elisa a Andrea Bocelli, a Giuni
Russo, passando per Si può dare di più che sbancò Sanremo a
Paolo Conte, da Raphael Gualazzi ai Negramaro. Evento Speciale
alla Festa di Roma e in arrivo nelle sale con Nexo solo il 13,
14, 15 dicembre. Uno scrigno di ricordi, volutamente
cronologico, con Caselli sul divano a raccontare la sua vita e
le sue esperienze.
    Appare al pubblico al naturale, i capelli corti che stanno
ricrescendo, dopo la malattia di due anni fa che aveva nascosto
sotto una parrucca. E anche oggi che guarda indietro per
raccontarsi pensa al futuro: “I ragazzi hanno vite più
complicate di quelle della mia generazione: escono 60mila
proposte al giorno nel mondo, 6mila solo in Italia, affermarsi è
davvero complicato”, dice incontrando la stampa.
    “Oggi c’è molto sensazionalismo, sono tutti forti,
bravissimi, sorridenti, la competizione è fortissima –
sottolinea lei che confessa di essere sempre stata “a disagio
con le gare” – il talento è timido, è democratico, può uscire
ovunque. Chi ha qualità prima o poi emerge, io alla qualità ci
credo ancora”. (ANSA).
   


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