Cattolica. Cattolica futura: “Meno affidamenti diretti e più trasparenza e opportunità, anche per i giovani”

Meno affidamenti diretti e più trasparenza e opportunità, anche per i giovani
La legge riconosce alle pubbliche amministrazioni (Comuni inclusi) la possibilità di
affidare i contratti pubblici (per lavori, servizi e forniture) in maniera più semplice e
veloce rispetto alle tradizionali “gare d’appalto”.
Qualora l’importo in oggetto fosse inferiore ad una certa soglia, l’ente può ricorrere a
procedure più brevi e più discrezionali. Ad esempio, per contratti di importo inferiore a
€40.000, l’ente può affidare direttamente ad un operatore economico prescelto
(discrezionalmente) l’esecuzione del lavoro o l’erogazione del servizio/fornitura. Sotto i
€150.000, invece, è possibile un affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi,
ove esistenti, per i lavori e, per i servizi e le forniture, di almeno cinque operatori
economici precedentemente individuati.
Restringendo lo sguardo alla nostra realtà locale, non si può non notare come il
Comune di Cattolica, negli ultimi 5 anni, abbia fatto ampio e frequente ricorso al
sistema dell’affidamento, accampando le più diverse giustificazioni. Tralasciando la
questione degli affidamenti diretti per opere o servizi particolarmente complessi che
richiedono valutazioni progettuali e di mercato altrettanto complessi, Cattolica Futura
non può non rilevare alcune criticità di metodo nella gestione degli affidamenti diretti di
lavori e servizi quantomeno di entità meno complessa.
La principale criticità, rilevata in diverse circostanze, è nella scelta e nelle modalità di
selezione del tipo di operatore economico a cui affidare un determinato servizio,
tendenzialmente di valore basso o comunque inferiore ai €40.000, considerando che in
tale ipotesi la scelta dell’operatore economico affidatario del contratto rientra nella
discrezionalità del Comune. Tra gli esempi, la creazione dei marchi utilizzati nelle
campagne promozionali e nel merchandising turistico o nella progettazione di alcuni
elementi artistici da porre come arredo in alcune vie cittadine (ma si potrebbero farne altri
relativamente ad altri servizi): negli ultimi anni, tali opere artistiche sono stati affidati
direttamente a famosi ed affermati professionisti ed imprenditori locali, perseguendo,
secondo l’Amministrazione, l’obiettivo di dare “prestigio” a tali realizzazioni.
Senza nulla togliere allo spessore ed alla professionalità di tali professionisti, una buona
Amministrazione avrebbe potuto (e forse dovuto) fare una scelta più complessa, che
guardasse meno alla forma e tenesse maggiormente in considerazione i diversi effetti
benefici che la spesa di risorse pubbliche può generare sul territorio: avrebbe cioè potuto
scegliere di aprire la creazione di queste opere artistiche e di ingegno a giovani
artisti-e/professionisti-e locali, magari agli albori della loro professione, in modo da
favorirne sia la crescita professionale (potendo così quel giovane mettere quel lavoro nel
proprio curriculum/portfolio) sia la crescita economica (per un professionista che ha da
poco iniziato la propria attività professionale quelle decine di migliaia di euro di solito stanziati per quel tipo di opere possono fare la differenza), invece di scegliere, in maniera
diretta e continuamente, professionisti già avviati e con già un proprio mercato.
Inoltre, al fine di evitare che la discrezionalità dell’amministrazione nella scelta
dell’operatore economico possa sfociare nell’arbitrarietà, gli affidamenti diretti sarebbero
potuti (e dovuti) essere accompagnati dalla pubblicazione di richieste di
manifestazioni di interesse, le quali sono atti propedeutici, di regola, ad una successiva
procedura negoziata, utilizzabile però anche per gli affidamenti diretti, e che forniscono
non solo la possibilità a tutti i cittadini di venire a conoscenza che l’Amministrazione ha
intenzione di realizzare quelle determinate opere (artistiche, di ingegno o di altro tipo), ma
permettono altresì a tutti i professionisti cattolichini (e non solo) di informare il Comune di
essere interessato a partecipare a quella selezione di mercato e dunque, a realizzare
l’attività richiesta dal Comune. Volendo, in alcuni casi, si sarebbero potute indire dei
concorsi di idee, unendo l’apertura verso i giovani artisti/e e professionisti/e con la
partecipazione della cittadinanza.
Sul tema si segnala che anche i revisori dei conti, nella relazione al rendiconto
finanziario 2019 del Comune di Cattolica, hanno invitato l’ente ad effettuare sempre
una procedura comparativa, per gli affidamenti diretti tra i €5.000 e i €40.000, dotandosi
a tal fine di elenchi aperti di fornitori di beni, servizi e professionisti, dovendo garantire in
ogni caso il rispetto del principio di rotazione degli affidamenti, il quale garantirebbe ad
una platea più ampia di operatori economici di poter diventare destinatari di affidamenti di
contratti pubblici.
Una Amministrazione che da settimane sta affermando di aver fatto molto per i giovani,
più che limitarsi a slogan pubblicitari fini a sé stessi, dovrebbe dimostrare quanto detto
con i fatti, attraverso, ad esempio, una politica di gestione dei contratti pubblici
caratterizzata da maggiore attenzione verso i giovani professionisti e professioniste
locali, contribuendo così alla loro crescita professionale e all’emersione del loro talento.
9 aprile 2021
Cattolica Futura

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