CATTOLICA. “Giornata europea dei Giusti”: un sarto cattolichino Giusto tra le Nazioni

Si celebra il 6 marzo la “Giornata europea dei Giusti” per commemorare chi si è opposto a genocidi e totalitarismi, istituita nel 2012 dal Parlamento europeo su proposta del

Gariwo – Foresta dei Giusti
Chi sono i Giusti?
Uomini e donne che uniscono l’umanità e ci fanno sentire partecipi dello stesso destino, che hanno salvato vite umane in tutti i genocidi, difeso la dignità umana durante i totalitarismi e diffuso i valori della responsabilità, della tolleranza, della solidarietà.
Un sarto cattolichino Giusto tra le Nazioni
Cattolica ricorda il suo concittadino Guido Morganti che nel 2007 ricevette il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni, per aver salvato 13 componenti delle famiglie ebree Finzi e Rimini dalla deportazione nei campi di concentramento nazisti. Il premio venne consegnato nell’Aula Consiliare di Palazzo Mancini alla figlia Bruna da un rappresentante dell’ambasciata israeliana. Morganti era infatti scomparso nel 1954 all’eta’ di 63 anni.
Il salvataggio di due famiglie ebree dalla deportazione
La storia di Morganti è raccontata nel libro “Qualcuno si è salvato” di Moisè Cesare Finzi, uno dei componenti della famiglia aiutata da Guido e dalla moglie Ada. Poco dopo l’8 settembre 1943 Finzi, che all’epoca aveva 13 anni, per evitare la cattura è costretto a fuggire in gran fretta con la propria famiglia e quella dello zio materno Giuseppe Rimini. Il gruppo arriva a Gabicce e ottiene, grazie all’aiuto del segretario comunale Sgarbi, nuovi documenti falsi. Ma il luogo non è sicuro perchè lì tutti loro sono conosciuti con il vecchio nome. Prima di ripartire passano a ritirare le stoffe lasciate nel frattempo a Guido Morganti, il sarto a cui avevano chiesto di confezionare dei cappotti, in previsione di una fuga lunga e difficile, con l’inverno alle porte. Mentre sono nella bottega qualcuno involontariamente si lascia sfuggire la propria vera identità. Morganti riconosce nel cognome Rimini quello di un conoscente di Mantova che anni prima aveva aiutato la sua famiglia. In due giorni organizza il trasferimento degli ebrei e li porta personalmente con un carro trainato dai buoi a Mondaino, in provincia di Rimini, dove il gruppo riesce a nascondersi fino alla fine della guerra, scampando alla deportazione.
Una targa alla casa-bottega di Morganti e la cittadinanza a Finzi
Lo scorso 27 gennaio 2020, in occasione del “Giorno della Memoria” per le vittime dell’Olocausto, l’Amministrazione ha voluto ricordare l’opera di Morganti apponendo una targa commemorativa alla sua casa-bottega di via Carlo Cattaneo n. 6. A seguire, nel mese di maggio, il Consiglio Comunale ha votato il conferimento della cittadinanza onoraria a Cesare Moisè Finzi.

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