Cattolica. IL CENSIMENTO DEL VERDE Lo affidiamo a scuole e università?

IL CENSIMENTO DEL VERDE
Lo affidiamo a scuole e università?

Una delle grandi sfide per il futuro sulle quali stanno convergendo le politiche comunitarie riguarda le tematiche ambientali. I rapporti sul clima richiedono, infatti, una forte inversione di tendenza delle attività umane e per questo motivo l’Europa sta investendo moltissime risorse sulla cosiddetta “green economy”: ad esempio, a sostegno della mobilità sostenibile e delle fonti di energia rinnovabile. Le politiche ambientali vengono però spesso percepite come poco utili nella vita di tutti i giorni — i lontani ghiacciai in disfacimento o i più frequenti uragani dall’altra parte del mondo — senza capire, in realtà, anche piccoli accorgimenti nella quotidianità sono molto utili per la tutela della salute e per rendere più sostenibile il microclima delle aree urbane.

In territori fortemente antropizzati, come quello cattolichino, anche la sola presenza di piccole aree verdi può essere fortemente incisiva sulla presenza di inquinanti nell’aria e nella mitigazione del clima del quartiere. È risaputo che piante di ogni ordine e grado utilizzano l’energia del sole per crescere, togliendo di fatto energia (sotto forma di calore) dalle facciate dei palazzi e dal bitume sottostante, riducendo così il dispendio energetico (minor utilizzo degli impianti di condizionamento) e i rischi per la salute (minor possibilità di colpi di calore) e migliorando l’ossigenazione dell’area.

Come sempre, però, ci si trova davanti al problema della scarsa pianificazione nella gestione delle aree verdi, delle quali ci si ricorda solo quando necessitano di taglio e potatura, rovinano o sporcano le strade o “tolgono” spazio ai parcheggi delle automobili (che devono rigorosamente essere parcheggiate sotto l’uscio di casa). L’utilizzo del verde nelle città è necessario, ma deve essere contestualizzato con il tessuto urbano e, soprattutto, rispettoso degli spazi vitali di ogni pianta a seconda delle sue caratteristiche. La bieca gestione di tali risorse negli ultimi decenni ha portato ad un degradamento della salute del parco arboreo urbano, che in alcune aree è sparito, parzialmente o totalmente, mentre in altre ne é stata minata la stabilità con continui interventi sulle radici. Se è possibile, nel 2020, pianificare un viaggio su Marte deve essere anche possibile qualche migliaio di alberi in una città di 6 chilometri quadrati.

In primis, per una gestione accurata del parco arboreo urbano occorre conoscere quali e quante piante lo compongono a livello dell’intero territorio comunale. Il censimento del verde è uno strumento conoscitivo irrinunciabile per la manutenzione del verde, la corretta pianificazione delle aree verdi, la progettazione degli interventi di riqualificazione del patrimonio esistente, nonché per la stima dei relativi investimenti economici. Il censimento deve operare attraverso il rilievo puntuale del singolo albero area per area, possibilmente geo-localizzato via software come GIS. L’Assessore all’Ambiente Lucio Filippini ha annunciato che un censimento sarebbe già pianificato e affidato alla Coop 134. Cattolica Futura chiede che la raccolta dati e catalogazione:

  • fornisca un database pubblico e geo-localizzato, pubblicamente accessibile dal sito del Comune e contenente informazioni dettagliate su ogni albero;
  • coinvolga, attraverso protocolli specifici, l’università (con, ad esempio, un assegno di ricerca) oppure un istituto tecnico agrario. Sarebbe infatti un bel segnale, da parte dell’Amministrazione, affidare un lavoro così importante e corposo a giovani studenti e studentesse che potrebbero, così, mettere in pratica le nozioni teoriche.

Tramite il censimento sarà quindi finalmente possibile redigere il piano interventi che avrà lo scopo di mantenere in salute il patrimonio verde, e non di meno quello di minimizzare le spese e stimarle in via preventiva. Inoltre, per quanto riguarda le piante ad alto fusto, entra in gioco anche il problema della sicurezza e della stabilità: le ispezioni di professionisti abilitati del settore possono valutare il grado di sicurezza di ogni singola pianta, in base al quale stabilire se sia o meno necessario l’abbattimento della stessa e l’eventuale rimpiazzo — ciò responsabilizzerebbe anche l’ente pubblico, che così dovrebbe basare le scelte di abbattimento su valutazioni pubblicamente accessibili. Partendo dal presupposto che l’abbattimento deve rimanere l’extrema ratio nella risoluzione di un eventuale problema, tramite il censimento arboreo si possono anche stabilire sostituzioni di specie arboree in seguito a lavori di modifica dell’arredo urbano. Senza diminuire, anzi cercando di aumentare il numero totale di piante nel nostro Comune.

Cattolica Futura