Conte, serrare ranghi e cooperazione per battere il Covid. Task force mai sovrapposta ai passaggi istituzionali

“Nel 2020 la sfida che abbiamo di fronte non è solo quella di liberare le potenzialità inespresse dell’Italia. In primo luogo dobbiamo serrare i ranghi, per battere il nemico. E serve una solida cooperazione interazionale. Il virus non conosce confini ma attraversa barriere”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel corso del Rome Investment Forum. 

“Il governo è al lavoro per definire compiutamente la struttura per il monitoraggio e l’attuazione” del Recovery Plan ” e che potrà avvalersi anche di un quadro normativo ad hoc. Questa struttura in nessun caso sarà sovraordinata o sovrapposta ai doverosi passaggi istituzionali. Molti dei progetti del piano avranno successo solo innescando sinergie tra pubblico e privato”, aggiunge Conte.

Gentiloni, i primi fondi in tarda primavera-estate – “L’idea iniziale era quella di avere una prima approvazione del piano” e quindi “la possibilità di erogare il prefinanziamento del 10%, circa 20 miliardi per l’Italia”, nella “tarda primavera: la decisione finale” sul Next Generation Eu “è arrivata la scorsa settimana, i tempi saranno quelli della tarda primavera o inizio estate”. Così il commissario Ue Paolo Gentiloni al Rome Investment forum 2020 della Febaf. “Si sta discutendo, spero la discussione si chiuda stasera, perché il Parlamento richiede di alzare il 10% vedremo dove si arriverà”.

Sul Recovery Fund “nessuno è in ritardo in questo momento”, ha detto Gentiloni precisando che “eravamo leggermente in ritardo per l’approvazione finale ma ora abbiamo ricevuto una bozza di progetto dagli stati membri e a gennaio sono sicuro che riceveremo da ogni stato membro la bozza e poi la versione definitiva”.
   


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