Coronavirus. La testimonianza di una ragazza che pulisce in ospedale. Il racconto di quello che sta succedendo

Riceviamo da una sua amica e lo pubblichiamo

Cerco di stare centrata, mentre mi devo bardare con una tuta che mi blocca i movimenti e con quella mascherina che mi toglie l’ossigeno. Cerco di fare tutto quello che è corretto fare per limitare il danno, pulire in un ospedale ai tempi di un virus, vedere un ospedale trasformarsi di ora in ora, le facce dei dottori nei giorni diventare bianche, sentire la loro paura e lo sgomento, ci hanno detto che era una banale influenza, quanta superficialità, e barzellette sulla bocca di tutti, su scope che stanno in piedi da sole… gli infermieri nuovi che arrivano per dare sostegno, spostamenti di stanze, reparti, stravolgimenti, turni massacranti per tutti e tutti da fuori continuano a vedere solo infermieri e dottori, in prima linea ci sono tutti invece, tutti per collaborare perché il mostro non si ingigantisca ancora di più. Chi non vive in ospedale non capisce, non vede, reparti pieni di persone di più età con i respiratori, con maschere e ossigeno, chi nn sta in ospedale non indossa scafandri vari, mascherine, scritte di pericolo ovunque, bidoni su bidoni di rifiuti speciali. Oggi scrivo per ringraziare tutti, al personale ospedaliero e a tutti gli appalti, me compresa che pulisco e nn avrei mai pensato di scriverlo perché mi vergognavo dopo aver studiato tanto, questa è la mia vita ora e credo che oggi sia utile quello che faccio. Ci sono lavori con salari molto bassi e molto faticosi ed oggi a rischio infettivo come gli infermieri perché a stretto contatto col malato. A chi ogni giorno sposta i malati da un reparto all’altro e ha il tempo contato, perché il lavoro è tanto ed il personale è poco, che passa ascensori minuscoli e si spacca la schiena e sorride sempre nonostante la fatica, dico grazie; a chi pulisce le stanze dei malati e gli uffici e nn deve più solo preoccuparsi di controlli e polvere ma fare turni infiniti, e disinfetta tutto, preoccupandosi di ogni centimetro e spesso viene trattato come l’ultima ruota del carro, ha i minuti contati e spesso deve restare umile più del dovuto, per la serietà e l’impegno spesso poco riconosciuto ma visibile a infermieri, parenti, pazienti dico grazie; a chi pulisce scale e corridoi e a volte alza un po’ troppo il volume con il suo entusiasmo accogliendo tutti con dolcezza dico grazie; a chi sposta bidoni e non fa che spaccarsi la schiena dico grazie; a chi porta la spazzatura e ha sempre il sorriso in viso dico grazie; a chi sposta la biancheria piena di tutto quello che è contaminato e gentilmente mi sposta il carrello, che è sempre in mezzo al corridoio, dico grazie; a chi alza la sbarra e come in molto contratti nazionali del lavoro, prende il minimo sindacale dico grazie; a chi dirige i vari appalti e deve stare alle regole, organizzando, cercando di reggere la stanchezza e lo smarrimento di tutti, restando lucido dico grazie; a chi collabora rispondendo all’emergenza senza prepotenza, paura o rabbia dico grazie; e a chi usa il suo ruolo, infermieri spaventati, sfiniti e gentili dico grazie; ai caposala intelligenti che capiscono cos’è la difficoltà di un momento imprevedibile e restano in ospedale l’intera giornata per isolare, proteggere, circoscrivere il contagio dico grazie; a chi considera, tutti indistamente parte del meccanismo e con rispetto sta nei ruoli, con educazione, rispetto e collaborazione dico grazie.
In questi giorni ho visto dei miracoli, ho sentito la preoccupazione ma ho visto il vero impegno, il rispetto per il dolore, l’impotenza e lo smarrimento nel volto, ma ho sentito dirmi più volte grazie e non capita spesso a chi fa il nostro lavoro; ho visto la dedizione al lavoro e il senso civile, l’educazione, le parole di chi ti da sostegno nei momenti di difficoltà, ho sentito l’energia di chi è un combattente, degli ausiliari, degli infermieri e dei medici, l’amore che hanno verso i pazienti e il rispetto per la vita, ringrazio tutti.
Ringrazio anche il coronavirus, un ombra che ci sta spaventando, che ci fa sentire spaventati, fragili e impotenti, una specie di terremoto che ci sta scuotendo tutti ma ci da la possibilità di guardarci dentro, apprezzare la vita, conoscere il silenzio, abbracciare le nostre ombre e fare tesoro dei momenti intimi davanti al mare che canta o in un bosco spettrale pieno di ombre. La crisi era nulla di fronte a questo, forse lui è arrivato per permetterci di dire sì alla vita, dopo aver visto il tumore e la leucemia credevo di aver vissuto abbastanza.
Ringrazio lo spazio che ho fatto dentro di me per respirare attraverso la mascherina che mi confonde e mi toglie il respiro, chi mi vuole bene anche da lontano e mi protegge come avessi un cerchio di angeli per sostenermi.
Dico grazie e affido la mia vita a te, che hai un disegno, hai creato la bellezza che sono onorata di creare e farne parte, di sì alla vita che è bella già solo perché la respiri, di sì all’amore che sconfiggerà questo mostro che sta dilagando per la stupidità e l’incoscienza di non aver seguito delle regole civili, di protezione per i più deboli, di educazione, di rispetto.
Tengo alta l’energia fiduciosa che andrà tutto bene, per me, per chi amo e chi mi circonda, perché la vita è paura, dolore ma l’amore con la freccia di Cupido vincerà questo drago infuocato.

Una lettrice

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