Covid: in Spagna vaccinazione al via dal 4-5 gennaio

La vaccinazione anti covid in Spagna partirà dal 4 o 5 gennaio, dopo il via libera da parte dell’Agenzia europea per i medicinali”, atteso per il 29 dicembre. Lo ha annunciato il ministro della Salute Salvador Illa, secondo quanto riporta El Pais. 

Sono partiti questa mattina i primi screening di massa – con tamponi anti-Covid-19 gratuiti per tutti – in due città francesi, Le Havre e Charleville-Mezieres. Nel porto della Normandia, l’obiettivo è testare 270.000 abitanti in 5 giorni. Seguiranno Roubaix e Saint-Etienne. Nessuna garanzia nel frattempo per la riapertura di bar e ristoranti a partire dal 20 gennaio. “Non posso dirvi con certezza che riapriremo i bar e i ristoranti il 20 gennaio. Dirlo significherebbe assumersi un rischio eccessivo”, ha dichiarato il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, intervistato da Franceinfo. Il ministro ha precisato che trattative sono previste per vedere come bar e ristoranti “possono ripartire”. Nell’attesa, la loro riapertura resta condizionata all’evoluzione dell’epidemia.

Nuova stretta locale anti Covid in arrivo a Londra, secondo le anticipazioni della Bbc. La capitale britannica, sottoposta ad allerta arancione dalla fine del lockdown nazionale bis imposto in Inghilterra sino al 2 dicembre dal governo Tory di Boris Johnson, si appresta infatti a tornare nei prossimi giorni al livello di allarme più grave, quello rosso (o “Tier 3”), in seguito alla nuova impennata locale di contagi registrata nell’ultima settimana. La decisione potrebbe essere annunciata oggi dal comitato governativo chiamato a rivedere la situazione territorio per territorio ogni due settimane. Per entrare poi in vigore mercoledì 16. Al momento non vi sono conferme, ma lo stesso sindaco laburista della capitale, Sadiq Khan, ha detto di aspettarselo vista la tendenza. Il Tier 3 comporta nuove chiusure generalizzate di ristoranti, pub e bar (salvo l’asporto), degli alberghi, di alcuni negozi e limitazioni più severe dei movimenti: con inevitabili conseguenze, specie in periodo prenatalizio, su settori dell’economia e del commercio già colpiti dagli effetti della pandemia.

I casi di coronavirus in Russia sono aumentati di 27.328 nelle ultime 24 ore per un totale di 2.681.256 contagi. Lo ha riferito il centro di crisi anti-coronavirus. I decessi sono invece stati 450, che portano così il totale dei morti a 47.391, riporta la Tass.

In Israele i morti correlati al covid – da inizio pandemia – hanno superato quota 3mila (3.003). Lo ha detto il ministero della sanità sottolineando che il tasso di positività continua a crescere e in base ai dati delle ultime 24 ore si è arrivati al 3,4% (su circa 49mila tamponi), dato maggiore rispetto ai giorni precedenti quando si era tra il 2.4% e il 2.9%. Le nuove infezioni sono state 1.710 e nel paese ci sono 17.691 casi attivi e di questi quelli gravi si attestano a 383. Non è escluso che a fronte dei nuovi dati il governo non imponga nuove restrizioni. Intanto da domenica prossima dovrebbe cominciare la campagna vaccinale che vedrà – secondo il premier Benyamin Netanyahu – la distribuzione di 60mila dosi al giorno. Lo stesso Netanyahu dovrebbe vaccinarsi sabato sera prossima per rimuovere le resistenze di una parte della popolazione. A questa proposito il ministero della sanità è al lavoro su “un passaporto verde” che consente a chi si vaccina l’esenzione dalle restrizioni in atto, compresa la quarantena se si è entrati in contatto con positivi.

Lo staff della Casa Bianca, a partire dai funzionari più vicini al presidente, sarà vaccinato contro il Covid con le prime dosi in arrivo, al pari del personale medico in prima linea contro la pandemia. Lo riporta il New York Times. L’obiettivo sarebbe quello di evitare nuovi focolai nella West Wing nelle ultime settimane dell’amministrazione Trump. Una decisione che per alcuni degli stessi interessati è destinata a dare l’impressione all’opinione pubblica che la Casa Bianca ‘salti la fila’ per difendere il presidente da un nuovo eventuale contagio.

La Corea del Sud ha registrato 718 nuovi casi di Covid-19, di cui 682 di trasmissione domestica, scendendo dal record di 1.030 rilevati domenica, il numero giornaliero più alto mai avuto nel Paese durante la pandemia. In base ai dati della Korea Disease Control and Prevention Agency (Kdca), il totale delle infezioni è salito a 43.484. A partire da oggi, e fino al 3 gennaio, il governo ha deciso di fornire gratuitamente i test sul Covid-19 presso le 150 cliniche d’emergenza di Seul e della sua area metropolitana per tracciare gli asintomatici. Il Paese è stato indicato come un modello nella lotta al virus: dal picco del 909 casi del 29 febbraio, i casi sono via via scesi fino alla nuova impennata consolidatasi a fine novembre prima del picco di 1.030 di domenica. Il governo ha portato la scorsa settimana le misure di distanziamento sociale al livello di 2,5, senza centrare i risultati attesi. Il livello 3, il più alto, è meno stringente del lockdown adottato negli Usa o in Europa, puntando a ridurre l’impatto sociale e la stretta sulle attività produttive: prevede, ad esempio, il divieto di riunioni con 10 o più persone, con la sospensione delle pratiche sportive, con le scuole in modalità online. “Il livello 3 dello schema di distanziamento sarà la nostra ultima risorsa – ha affermato il premier Chung Sye-kyun nel corso di un meeting -. La cosa più importante e che la gente segua le regole”. La Kdca ha riferito sette nuovi decessi, che portano il totale a quota 587.


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