Cura ‘bloodless’ su Testimone Geova con malattia ematologica

(ANSA) – BOLOGNA, 08 LUG – Un paziente testimone di Geova con
una grave malattia ematologica, curato con tecniche ‘bloodless’
consentite dalla sua religione che rifiuta le trasfusioni di
sangue. E’ successo al policlinico di Modena, nel reparto di
Ematologia dell’azienda ospedaliero universitaria diretto dal
professor Mario Luppi. Il paziente, spiega una nota della
congregazione, è affetto da una rara forma di malattia
linfoproliferativa cronica, che aveva fatto crollare i suoi
valori di emoglobina e piastrine a causa di una massiccia
infiltrazione del midollo osseo.
    Ora, dopo le terapie, “è a casa e perfino in grado di
riprendere a lavorare; sa bene che la sua malattia non è stata
ancora debellata, ma potrà continuare la sua battaglia con più
serenità”.
    Al paziente è stata associata una terapia di supporto a
quella cosiddetta ‘standard’ per questo tipo di malattia,
rappresentata in prima battuta dalla chemioterapia. Dopo il
ricovero, in piena pandemia, i medici gli hanno somministrato
ferro, vitamina B12, acido folico e 30.000 Unità di EPO
(eritropoietina), al giorno. Grazie a questo primo approccio i
valori sono saliti ed è iniziata la chemio, in due cicli.
    Durante il secondo, quando i valori sono di nuovo scesi, è stata
applicata la terapia di supporto ‘bloodless’. A distanza di due
mesi dal trattamento, l’emoglobina è salita a un “valore di
assoluta normalità”. Il paziente, conclude la nota, “ha scoperto
che in trincea con lui ci sono medici che, da veri
professionisti, rispettano le sue scelte terapeutiche e sono
pronti a collaborare per trovare sempre la soluzione migliore”.
    (ANSA).
   


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