Da inizio pandemia a vaccini in meno di un anno

È passato meno di un anno tra l’inizio ‘ufficiale’ dell’epidemia di Sars-CoV-2 e il ‘Vax Day’ europeo, domenica 27 dicembre, quando si iniziano a inoculare i primi vaccini, che dovrebbero rappresentare l’inizio della fine della pandemia. Il primo focolaio del nuovo Coronavirus è stato segnalato dalla Cina all’Oms il 31 dicembre dello scorso anno, mentre la sequenza genetica del virus, indispensabile per poter progettare i sieri, è stata resa pubblica per la prima volta il 10 gennaio scorso.

Ecco le principali tappe dell’epidemia nel mondo.

IL VIRUS SI DIFFONDE IN POCHI MESI – Il 14 gennaio il virus, fino a quel momento segnalato solo in Cina, viene isolato per la prima volta in un altro paese, la Thailandia, e pochi giorni dopo in Giappone e Corea del Sud. Lo sbarco ‘ufficiale’ in Europa avviene invece il 24 gennaio in Francia e il 28 in Germania, mentre in Italia i primi due casi, una coppia cinese, sono diagnosticati il 31 gennaio, il giorno dopo la dichiarazione da parte dell’Oms che la pandemia è una ‘Emergenza di Salute Pubblica internazionale’. Bisognerà aspettare il 20 febbraio per scovare il primo caso ‘autoctono’ del virus, un uomo di 38 anni di Codogno ricoverato per una polmonite. In realtà diversi studi in molti Paesi hanno trovato prove che il virus circolasse già almeno dalla fine di dicembre. Il 25 marzo, segnala l’Ecdc, tutti i Paesi europei e 150 paesi nel mondo hanno almeno un caso, mentre il 3 aprile si supera il milione di casi nel mondo, che saranno 10 milioni il 29 giugno. Al momento i casi nel mondo sono oltre 80 milioni, con più di un milione e 750mila morti, mentre in Italia si sono appena superati i due milioni di casi e i decessi sono oltre 70mila. 

VACCINI SVILUPPATI A TEMPO DI RECORD – Il lavoro nei laboratori di tutto il mondo per lo sviluppo di un vaccino è iniziato in pratica con la pubblicazione del primo genoma del virus. In precedenza il vaccino sviluppato più velocemente era stato quello per la parotite, che ha richiesto 4 anni. I primi a iniziare i test sull’uomo nei Paesi occidentali sono stati Pfizer e Moderna, che hanno deciso di battere la strada dei vaccini a mRna, in cui non viene inoculato il virus o una sua parte, ma si introducono ‘le istruzioni’ per produrre gli anticorpi. Le due aziende sono arrivate alla fase 3, l’ultima prima della richiesta di autorizzazione, a fine luglio, mentre in Russia e in Cina ci sono stati candidati arrivati ai test e all’approvazione molto prima. Dopo gli apripista ci si attende però nel 2021 l’approvazione di altri candidati. Al momento secondo il censimento dell’Iss sono 135 gli studi in corso nel mondo su 53 candidati.

IN ALTRI PAESI VACCINAZIONE GIÀ INIZIATA – In diversi Paesi, dagli Usa al Canada alla Gran Bretagna. Secondo il sito Ourworldindata hanno già avuto il vaccino 3,31 milioni di persone nel mondo, con Cina e Usa che hanno superato il milione di dosi inoculate e la Gran Bretagna che è attorno a 800mila. Israele e Bahrein sono invece le nazioni con il maggior numero di vaccini pro capite, con oltre il 2% della popolazione vaccinata.


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