De Paolis, dedico il DeA Planeta a tutte le donne

E’ Federica De Paolis la vincitrice della seconda edizione del Premio letterario DeA Planeta, al quale ha concorso con lo pseudonimo di Paola Punturieri con l’opera inedita ‘Le imperfette’. E’ un romanzo sulla famiglia, il tradimento e la necessità di prendere coscienza di se stessi, presentato con il titolo provvisorio ‘Apri gli occhi’. “Paola Punturieri è il nome di mia madre. L’ho persa 20 anni fa. Per la prima volta le ho dedicato un romanzo, ne ho scritti cinque. Un po’ la protagonista la ricorda. Poi ho pensato che concorrere al premio con il suo nome fosse qualcosa di più, di magico. E ora la considero una super magia questa vittoria che dedico a lei e a tutte le donne” ha detto la De Paolis.

Nata a Roma, dove vive, nel 1971, la De Paolis è dialoghista cinematografica, autrice televisiva, ha insegnato all’Istituto Europeo di Design ed è già autrice di romanzi come ‘Lasciami andare’ (Fazi) e ‘Notturno Salentino’ (Mondadori). A causa dell’emergenza sanitaria la cerimonia di premiazione si è svolta in videoconferenza. “Questa seconda edizione ha confermato l’interesse degli scrittori noti e meno noti per un’iniziativa così ambiziosa. Certo, non ci aspettavamo questa situazione complicata” ha detto Gian Luca Pulvirenti, amministratore delegato DeA Planeta Libri parlando della pandemia. Ed è in forse la terza edizione: “Ci penderemo qualche mese per capire cosa cambia nel mercato editoriale. Siamo contenti di aver completato e bene questa edizione. Per pianificare il giro successivo ci prendiamo un momento di maggior chiarezza” ha spiegato Pulvirenti.

‘Le imperfette’, che sarà in libreria il 9 giugno, “è una storia sul desiderio, sull’apparenza e la capacità di superarla, sul coraggio di mettere a fuoco se stessi e gli altri, e soprattutto ritrovarsi. E’ la storia di una famiglia vista con gli occhi di Anna, la protagonista. E’ un libro sulla consapevolezza” ha spiegato la vincitrice. Anna ha due meravigliosi bambini, un padre che la adora e un marito chirurgo estetico che è appena diventato primario di Villa Sant’Orsola, la clinica privata di famiglia. Ha anche un amante, Javier, con il quale si incontra due volte alla settimana in un appartamento. E allora, cos’è che non funziona? Il premio, promosso da DeA Planeta Libri, ispirato alla grande tradizione del Planeta spagnolo, è di 150.000 euro e prevede anche la pubblicazione in Italia con DeA Planeta e in lingua spagnola presso case editrici del Gruppo Planeta e le traduzioni in inglese e francese del romanzo. La vincitrice devolverà parte della vincita in beneficenza. “Vorrei dare un po’ di sostegno all’emergenza nazionale. E poi voglio dare una parte della vincita all’Airc, l’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro che mi sta molto a cuore” ha spiegato la De Paolis. La giuria è composta da Pietro Boroli, presidente De Agostini, docenti, scrittori, conduttori tv e librai come Claudio Giunta, Rosaria Renna, Manuela Stefanelli e Simona Sparaco, vincitrice della prima edizione del premio. “E’ stato molto interessante essere giurata, vedere le cose dall’altra parte.Tra i cinque finalisti mi è piaciuto subito il romanzo della De Paolis e si capiva che dietro lo pseudonimo si celava un autore già pubblicato. E’ un libro nelle mie corde” ha detto la Sparaco, vincitrice anche lei con uno pseudonimo, ma maschile, con il romanzo ‘Nel silenzio delle nostre parole’ che ha venduto circa 50 mila copie. Ma chi sono le imperfette? “Siamo noi donne con il sentimento di essere fuori fuoco, di non coprire tutti i ruoli della società. La prima volta che viene pronunciata questa parola la dice il marito di Anna che chiama le clienti della clinica ‘le imperfette’. C’è anche un discorso molto forte legato alla maternità. In fondo le imperfette sono le persone con i loro chiaroscuri e incertezze. Per me è una parola positiva che porta a una verità. Noi siamo giustamente imperfetti” dice la De Paolis. Rispetto al Planeta, il DeA Planeta ha meno candidati nella fase finale che nel premio spagnolo “è molto più ampia. Noi abbiamo deciso di partire con cinque. Sia l’anno scorso che quest’anno abbiamo cercato storie che potessero piacere anche all’estero” ha spiegato Stefano Izzo, direttore editoriale e segretario del Premio. “L’elemento comune con il premio Planeta spagnolo, che ha una storia più lunga e numerosissimi successi, è quello di cercare di scegliere romanzi di qualità che possano incontrare un pubblico molto ampio” ha sottolineato Pulvirenti. 


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