Distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio: le amnesie dell’onorevole Pini Dichiarazione di Tiziano Arlotti

Rimini, 6 settembre 2017 – “L’onorevole Luca Pini, da buon leghista, già in piena campagna elettorale inizia a gettare i sassi in piccionaia, con le sue sparate sulla Regione Romagna fino a quella che ieri ha rispolverato sul distacco dei due Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche e sulla loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna.

Il finale pirotecnico del suo comunicato è rivolto alle “colpe” del Pd e a una mia “inconsistenza politica” che ne avrebbe causato il blocco.

Voglio anzitutto ricordare all’on. Pini, che è deputato da oltre 11 anni, che il referendum di Montecopiolo e Sassofeltrio si è tenuto il 24 giugno 2007, con la vittoria dei favorevoli (83,25% Montecopiolo e 87,99% Sassofeltrio) e che come prevede la Costituzione il ministro dell’Interno avrebbe dovuto presentare il conseguente progetto di legge.

Andando per ordine, il primo ministro che non ha adempiuto al proprio dovere è stato Giuliano Amato (17/5/06 – 8/5/2008), seguito da Roberto Maroni (8/5/08 – 26/11/11), Anna Maria Cancellieri (16/11/11 – 28/4/13) e Angelino Alfano (28/4/13 – 12/12/16).

Spero non sfugga a nessuno che il ministro Maroni, della Lega, ha avuto oltre tre anni e mezzo per procedere ma non l’ha fatto. Forse il “peso politico“ di Pini non ha avuto alcun effetto?

Ricordo inoltre a Pini che il primo convegno sul distacco dei sette Comuni della Valmarecchia è stato organizzato da me nel centro civico di Corpolò con l’intervento di Franco Vicini e del dottor Sandro Piscaglia, e che quando sono eletto deputato nel 2013 ho presentato fra i miei primi atti proprio il progetto di legge su Montecopiolo e Sassofeltrio. Questo è stato incardinato in Commissione, unitamente a quello di Pini, il 16 ottobre 2014 e l’esame si è concluso con voto unanime e mandato al relatore per il passaggio in Assemblea, dove è stato discusso il 27 marzo 2017.

Da allora, il provvedimento non è stato inserito nel calendario dei lavori per il voto finale alla Camera. Non nascondo che a questo stop abbiano contribuito in particolare la Regione Marche, che si è sempre ostinata a non dare il parere con il suo ostruzionismo, così come i deputati marchigiani del mio gruppo.

Ma non taccio neppure sul fatto che l’aver inserito anche la proposta di distacco del Comune di Sant’Agata Feltria nel progetto di legge Pini abbia contribuito ad allungare l’iter.

Quando ci incontrammo con il presidente della I Commissione Paolo Sisto, in presenza dei rappresentanti del Comitato, affermai chiaramente che mi sarei rimesso alla decisione del presidente sul testo base proprio per accelerare i tempi. Ho altresì richiesto al capogruppo Pd Ettore Rosato di calendarizzare in Aula il provvedimento che è stato già discusso e che deve essere solo votato.

Non mi rassegno e non polemizzo, ma la verità dei fatti è questa”.