EMERGENZA CINGHIALI, CONFAGRICOLTURA BOLOGNA: MILLE INCIDENTI STRADALI CON UNGULATI DAL 2012

I dati dell’area metropolitana: l’ultimo incidente è costato la vita a una guardia giurata a San Lazzaro. La richiesta: “Serve un piano straordinario, sicurezza prioritaria. Si utilizzino più sistemi di prevenzione come sensori di rilevamento e dissuasori ottici. E massima attenzione ai parchi”

 

(Bologna, 11 maggio 2020) – “Sono più di mille gli incidenti stradali causati dagli ungulati, a Bologna, negli ultimi anni. La tragedia di San Lazzaro fa tornare d’attualità un problema che va risolto”. Ad affermarlo è Confagricoltura Bologna, dopo l’incidente mortale di giovedì sera sulla Complanare Sud. “L’impegno di tutti – continua Confagricoltura Bologna – deve essere finalizzato a fare in modo che tragedie come questa o altre degli anni scorsi non si verifichino più. L’episodio di giovedì conferma l’allargamento dell’areale occupato dagli ungulati, così come conferma che i cinghiali sono già scesi nelle le zone di pianura. Le restrizioni alla mobilità dovute all’emergenza sanitaria hanno favorito l’ulteriore espansione della fauna selvatica e hanno generato una riduzione delle uscite, pur nella continuità dei piani di controllo: di conseguenza c’è stato un incremento delle presenze degli animali selvatici”.

 

Per quanto riguarda gli incidenti stradali, i dati della Regione parlano di 892 episodi nel Bolognese dal 2012 al 2017, la stima considerando i due anni successivi è di oltre mille. Bologna è la seconda provincia dell’Emilia Romagna per numero di collisioni (poco meno del 20%, alle spalle di Reggio Emilia) e a destare preoccupazione sono proprio gli incidenti con i cinghiali (che seguono per numero quelli con i caprioli). “La sicurezza stradale – continua Confagricoltura Bologna – deve essere centrale all’interno dei piani faunistici. Si può fare di più ricorrendo a sistemi di prevenzione: strumenti come i sensori di rilevamento della fauna in avvicinamento alla rete stradale o i dissuasori ottici, il cui utilizzo è stato sperimentato anche in Emilia Romagna, possono essere utili soprattutto nelle strade più a rischio. La questione, che evidentemente non riguarda solo gli agricoltori, va affrontata con un progetto straordinario che metta proprio la sicurezza al primo posto. Intanto, con il picco dell’emergenza sanitaria alle spalle, sarà importante ripristinare una gestione faunistica puntuale del territorio”.

 

Per Confagricoltura Bologna “ci sono aree come i parchi per le quali occorre la massima attenzione, a partire dal Parco del Gessi a San Lazzaro. Si dichiarano abbattimenti, ma i problemi restano e non si riesce a trovare un equilibrio sostenibile tra la presenza del cinghiale, le attività umane e la tutela ambientale, con conseguenze che possono essere molto gravi. Siamo a fianco del consigliere metropolitano Raffaele Persiano – aggiunge il presidente Guglielmo Garagnani – nello sforzo finalizzato a far comprendere a tutti e fino in fondo gli obiettivi del piano faunistico che prevedono in alcune aree l’eradicazione della specie”.

 

 

Ufficio Stampa Confagricoltura Bologna

Giuseppe Catapano

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