Fano. L’ombra della pedofilia della setta sul figlio: battaglia legale del padre

Battaglia per il padre di Baby J., ovvero S. C, 34 anni, nato a Fano, famiglia residente poco lontano, a San Costanzo, attualmente impiegato nel settore petrolifero a Houston, Texas. Proprio a Houston dalla scorsa primavera è iniziato l’incubo che vede il suo piccolo Baby J. conteso: tra lui, padre, la madre J., da cui Stefano si è separato, e i nonni, rispettivamente il patrigno e la sua compagna, madre di J., già allontanati per decisione degli stessi giudici americani dal bambino, proprio perché sul nonno, patrigno di Jessica, peserebbero accuse di pedofilia. Una lotta che vede impegnato anche il nostro ministero degli Esteri per riportare qui il piccolo ma soprattutto toglierlo ai parenti. Tutto nasce quanto la compagna da cui poco dopo si separerà, gli rivela di essere stata fino a 16 anni educata dai precetti di ‘Children of God’.

I Bambini di Dio, sorti in origine negli USA come Children of God (COG), nome mutato in Family of Love, la Famiglia, quindi in Family International, sono un movimento religioso, che viene spesso definito come una setta dai mezzi di comunicazione e da alcune organizzazioni governative USA. Ebbe i suoi inizi nel 1968 a Huntington Beach, in California.

I Bambini credono che Dio abbia creato la sessualità umana, che essa sia una necessità naturale, emozionale e fisica, e che le relazioni di tipo eterosessuale tra adulti consenzienti e in età legale sia una meraviglia pura e naturale della creazione di Dio, e che sia permessa secondo le Scritture. I membri adulti possono copulare con qualsiasi membro adulto dell’altro sesso. Ai teenager dai 16 anni è consentito copulare con altri membri sotto i 21 anni. Sin dal 1986, il sesso tra minorenni ed adulti è proibito. I membri dei C.o.G. vengono incoraggiati a copulare con qualsiasi membro che ne abbia bisogno, azione nota comunemente come “sharing” (condivisione) o “sesso sacrificale”. La loro dottrina afferma che i membri non possono subire pressioni per essere indotti ad intrattenere rapporti sessuali contro la loro volontà, anche se numerosi ex-membri hanno affermato di aver subito forte coercizione per lo “share” e che se non lo facevano venivano etichettati come egoisti e non affettuosi.

Le controverse pratiche sessuali (flirty fishing, sharing) vengono fatte risalire da Stephen A. Kent al precoce abuso sessuale subito da Berg: i COG, di conseguenza, sarebbero stati forgiati sulla base dei bisogni sessuali di Berg, Questi avrebbe iniziato a giustificare, nella sua “teologia”, i suoi comportamenti perversi per poi propagarli a tutto il gruppo, tramite la sua autorità di leader carismatico, come “azioni religiose”. Di Fiorino avanza un’altra ipotesi interpretativa, complementare e sinergica, sull’impiego del sesso nei COG:[1] il sesso conferisce un enorme potere, e l’esperienza del potere sulle persone acquista maggiore rilievo in una condizione di anomia. L’impiego del sesso si collocherebbe quindi all’interno delle tecniche di manipolazione per legare gli adepti al gruppo. In uno dei più radicali esperimenti sociali di costruzione di una comunità artificiale, la distruzione della famiglia nucleare e la “liberazione” della sessualità, va in direzione dell’aumento di potere della leadership. I figli diventano figli della comunità artificiale, del culto, del leader carismatico. Anche Maria con the “Loving Jesus Revolution” sembra sfruttare la dissonanza provocata dalle sue stravaganti fantasie masturbatorie, come prova di fedeltà, per ribadire la coesione del gruppo ed ottenere il riconoscimento della propria autorità.