Fase 3, alla Scala test sierologici ai dipendenti

I lavoratori della Scala potranno fare i test sierologici per controllare se sono venuti a contatto con il Coronavirus. Potranno perché si tratta di test volontari che non sono una condizione per rientrare al lavoro a teatro, chiuso per l’emergenza Coronavirus dal 27 febbraio, quando si scoprì che un corista bergamasco era risultato positivo.
I sindacati, che chiedevano i controlli, hanno trovato un accordo con la direzione. A tutti i dipendenti dunque verrà inviato un modulo per mail o sarà consegnato quando nei prossimi giorni, scaglionati, potranno tornare al Piermarini per ritirare la busta paga.
Ad eseguire il test sarà l’ospedale Sacco. Il teatro si è rivolto al professor Giuliano Rizzardini, direttore Malattie infettive, che ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori.
Rizzardini sta anche collaborando alla definizione dei protocolli di sicurezza dei vari reparti del teatro, (come sartoria e laboratori) che sono a buon punto. Più delicato invece quello che riguarda le masse artistiche, che in molti casi – ad esempio quello di coristi e fiati – non possono indossare le mascherine. E’ comunque fissata per giovedì una nuova riunione della commissione permanente sulla Sicurezza che ormai è alle fasi finali del lavoro.
Poi in teatro inizieranno a rientrare i tecnici per l’ordinaria manutenzione e per smontare le scenografie degli spettacoli ancora presenti in teatro: Trovatore, Il turco in Italia, che aveva debuttato poco prima della chiusura, e Salomé, uno dei titolo più attesi della stagione con la regia di Damiano Michieletto e la direzione di Riccardo Chailly.
Il teatro approfitterà della chiusura però anche per una manutenzione straordinaria che include il rifacimento del pavimento del palcoscenico.
Nel frattempo il primo passo verso la ripresa, sarà la riapertura del museo della Scala, che potrebbe avvenire a breve.
Il “piano A” , ha spiegato Paolo Puglisi della Cgil, resta di alzare il sipario a settembre, se sarà possibile, con l’esecuzione in teatro della Nona di Beethoven, altrimenti si attenderà dicembre, con l’inaugurazione della nuova stagione.
Prima però ci sarà da affrontare la questione degli ammortizzatori sociali. Il fis, fondo d’integrazione salariale, scadrà intorno al 7 luglio e la speranza dei sindacati è che venga prorogato. 


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