Fi mette alle strette il governo sul Mes: “Lo voteremo in Aula”

Oggi nel corso della riunione del gruppo parlamentare di Forza Italia verranno definiti i dettagli. Poi domani quando il premier Conte andrà alla Camera per le comunicazioni del governo, Renato Brunetta presenterà una risoluzione che impegni proprio il governo ad accedere ai fondi del Mes. Una risoluzione che richiederà un voto dell’aula. Un voto che stabilirà definitivamente chi è contro e chi è a favore. Un modo, quello proposto dal responsabile economico di Forza Italia, di uscire dalle acque morte in cui il dibattito sul fondo europeo, messo nella disponibilità dei Paesi membri senza praticamente tassi di interesse e con il solo vincolo dell’uso (per l’emergenza sanitaria), si è impantanato nelle ultime settimane.

Da tempo, infatti, Forza Italia si batte per lo sfruttamento di questo strumento finanziario. La logica sottesa alla posizione azzurra è semplice. Si tratta di soldi che sarebbero subito nella disponibilità del governo. Con i quali risolvere molti problemi di una sanità provata dall’emergenza Covid e soprattutto soldi a tasso bassissimo. Fondi che tra l’altro, se usati subito e con intelligenza, aiuterebbero a rimettere in circolo liquidità, fattore importante per far ripartire l’economia anche partendo semplicemente dall’indotto della Sanità.

Visto che ancora non si è avuta certezza del tanto sbandierato incontro a Palazzo Chigi tra premier e forze dell’opposizione, non rimane quindi, pensano i responsabili di Forza Italia, che passare dalle parole ai fatti. Che poi l’importante non mettere il cappello sul Mes, come spiega il deputato azzurro Osvaldo Napoli. «Sono disposto a votare anche la risoluzione annunciata da +Europa, pur di far passare l’impegno all’utilizzo di questo strumento». E sulla eventuale caduta del governo (visto che la maggioranza ancora non parla con una sola voce a proposito del Mes), lo stesso Napoli commenta: «Non credo che il voto sul Mes possa portare alla caduta del governo. Comunque questa ipotesi è largamente preferibile alla caduta dell’Italia». «Chi è contrario al Mes – aggiunge Napoli – è contro gli interessi degli italiani».

Posizione diversa, certo, dagli altri partiti del centrodestra. A iniziare dal leader della Lega che si sente sicuro del fatto che alla fine «Berlusconi non voterà per il Mes». Il capo leghista d’altronde sottolinea che la coalizione di centrodestra non è affatto in discussione. E che le diverse opinioni su Mes, e in generale sul rapporto con l’Europa, non incidono sul programma elettorale che entro breve potrebbero essere chiamati a redigere. Oltre a Salvini, anche la Meloni (FdI) diffida di questo strumento elaborato dall’Unione europea per affrontare i nodi più urgenti della crisi dovuta alla pandemia. Ma tutti concordano sul fatto che il governo dovrebbe portare in aula al più presto il dibattito (e la decisione) sul Mes.

Emma Bonino, intanto, nota la contraddizione di un governo che punta a prolungare lo stato d’emergenza, senza però attivarsi in strategie concrete. «La telenovela sul Mes – sbotta la leader di +Europa – è durata fin troppo. È irragionevole e kafkiana. La prima parte del Recovery fund arriverà nel 2021, e la seconda nel 2022-2023. Noi nel frattempo che cosa facciamo? Continuiamo a fare debito? Il nostro debito pubblico cammina verso 160% del Pil e questo è un disastro per il paese».

«Rimandare la decisione – le fa eco l’azzurro Marco Marin – da parte del governo giallorosso per cercare il solito compromesso al ribasso non serve a nulla perché in questo caso la scelta deve essere netta: o è sì o è no. Noi che tifiamo per l’Italia siamo per il sì».



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