Gualtieri grazia gli italiani: “No patrimoniale sulla casa”

Gli italiani non saranno gravati da alcuna patrimoniale sulla casa per tamponare la crisi di liquidità dovuta all’emergenza Covid 19 piuttosto, verranno adottate misure selettive e differenziate per professionisti e aziende. E «non ci sarà una doppia plastic tax», ovvero un’imposta europea e nazionale, ma «ci sarà un lavoro per una razionalizzazione dell’imposta e per evitare oneri eccessivi alle imprese». La rassicurazione arriva direttamente dal titolare dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha illustrato alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il dl Agosto.

Il provvedimento raccoglie le misure che verranno adottate entro la metà del prossimo mese e che dovrebbero supportare il mercato del lavoro con assunzioni a tempo indeterminato e l’uscita selettiva dalla cassa integrazione. Al contempo si procederà a «una deroga per le norme sui contratti a termine e a una proroga delle procedure semplificate per lo smart working nel privato». Assicurato pure lo sblocco di investimenti per gli enti locali: «circa 5,5 miliardi» che arriveranno dall’extra deficit di 25 miliardi sui cui è atteso il via libera del Parlamento nelle prossime ore.

Nessun semestre bianco per le scadenze fiscali come richiesto dalle opposizioni ma una proroga spalmata su un orizzonte temporale che andrà probabilmente oltre l’anno. «Saranno riprogrammate le scadenze dei versamenti tributari e contributivi sospesi nella fase di emergenza, prevedendo la possibilità di rateizzare il debito fiscale su un orizzonte temporale che sarà definito in modo da assicurare che, per il 2020, si riduca sensibilmente il peso dell’onere che altrimenti graverebbe su contribuenti in difficoltà», ha precisato Gualtieri annunciando che saranno anche ulteriormente differiti i termini per la ripresa della riscossione. Il rinvio dei pagamenti delle cartelle esattoriali dovrebbe essere di due mesi, dal 31 agosto al 31 ottobre. In parallelo il governo sta anche valutando una proroga a fine anno della moratoria sui mutui ma su questo non è arrivata alcuna indicazione dal ministro dem. «Il governo – ribadisce il ministro – intende – superare il meccanismo del saldo acconto delle partite Iva per passare a un sistema basato su adempimenti e diluizione nel corso dell’anno degli importi da versare» proporzionale a quanto effettivamente incassato. Vale a dire che il governo passerà all’incasso tenendo conto della crisi che sta attanagliando l’intero sistema produttivo: «I dati più recenti mostrano che la nostra economia ha iniziato la risalita dal minimo registrato nel bimestre marzo-aprile – ha spiegato Gualtieri ai parlamentari sottolineando che – il secondo trimestre registrerà in media una forte caduta del Pil seguita da un marcato rimbalzo nel terzo trimestre».

Tanta sicumera che consente di garantire l’impegno per «aumentare la quota di investimenti pubblici di almeno un punto percentuale, rispetto al 2019», specificando che il governo «intende riattivare il più velocemente possibile una ripresa sostenuta, duratura, inclusiva». Nodi cruciali oltre agli investimenti pubblici anche la promessa di aiuti per automotive e turismo con un occhio sempre teso all’evasione fiscale con l’incentivo di incrementare i pagamenti elettronici e ridurre la circolazione del contante.

Ultima ammissione di Gualtier: i 209 miliardi di Recovery fund arriveranno in diverse tranche fino al 2023. Un tema su cui i renziani sono incalzanti: ieri alla Camera nella conferenza dei capigruppo Iv ha chiesto la discussione sul Recovery la prossima settimana, con una mozione di indirizzo.



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