Guardie di confine e rimpatri: così l’Europa cambia Frontex

Il primo sì è arrivato oggi al Consiglio europeo, con il via libera da parte degli ambasciatori degli Stati membri.

L’accordo raggiunto in mesi di negoziati prevede in particolare l’arrivo di 10mila guardie di confine entro il 2027. Un corpo militare permanente che dovrà aiutare i Paesi come Italia e Spagna – storicamente “assediati” dai migranti – a contenere i flussi migratori. “Una più forte protezione dei confini esterni è essenziale per una sicura area Schengen e una più efficiente gestione dell’immigrazione”, dice Carmen Daniela Dan, ministro degli Affari interni della Romania, “Le nuove regole consentiranno a Frontex di fornire sostegno più veloce e più efficiente agli Stati membri su vari obiettivi, tra cui i controlli al confine e il rimpatrio di coloro che non hanno diritto di restare”.

Entro il 31 dicembre 2023, inoltre, la Commissione presenterà al Consiglio e al Parlamento europeo una revisione del numero e della composizione di questo corpo permanente. La Commissione presenterà quindi, se necessarie, proposte entro il marzo 2024 per modificare il numero, la composizione e i contributi degli Stati membri. Questi manterranno la responsabilità primaria per la gestione delle loro frontiere, con Frontex e il suo personale che forniranno assistenza tecnica e operativa. Inoltre il personale schierato in uno Stato membro sarà in grado di esercitare poteri esecutivi per svolgere controlli di frontiera o compiti di rimpatrio, sempre sotto autorizzazione dello Stato membro ospitante, includendo l’uso della forza e delle armi.

Rafforzate anche le operazioni di rimpatrio: su richiesta dello Stato interessato o di propria iniziativa e d’accordo con la nazione, Frontex affiancherà il Paese in tutti gli ambiti, dalle attività preparatorie a quelle post arrivo. E prevede anche la possibilità di ritorno volontario assistito e l’assistenza degli Stati membri nell’individuazione dei cittadini di Paesi terzi e l’acquisizione di documenti di viaggio.

Le norme proposte contribuiranno poi a rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi, offrendo all’agenzia maggiori possibilità di intervento e non limitando le sue possibilità di cooperazione ai Paesi limitrofi. Ciò include la possibilità di concludere accordi sullo status tra l’Ue e Paesi terzi (limitati a quelli limitrofi in base alle norme vigenti), consentendo l’invio di squadre di gestione delle frontiere da Frontex e per operazioni nel territorio di Paesi terzi. L’agenzia sarà inoltre in grado di schierare esperti come ufficiali di collegamento, che faranno parte delle reti di collaborazione locali e regionali di funzionari dell’immigrazione ed esperti di sicurezza dell’Ue e dei Paesi membri. Il Giornale.it