I recovery e il Conte scorpione

Conte e i 5 Stelle hanno la sindrome dello scorpione, che punge la rana, che lo sta portando in salvo, mentre il Pd ingoia tutto perché ha paura delle verifiche parlamentari. La rana in questo caso è Angela Merkel, che vorrebbe ottenere l’approvazione del Recovery Fund da parte degli olandesi e degli austriaci, che una volta erano Paesi gregari, ma adesso, profittando dell’indebolimento della cancelliera tedesca, e del presidente francese Macron sono protagonisti. Angela Merkel, per ottenere il consenso di olandesi e austriaci al Recovery Fund, punta sul ridimensionamento del Fondo, che si fermerebbe a 500 miliardi di prestiti devoluti solo a investimenti e non a interventi assistenziali. Conte nell’incontro con la cancelliera tedesca si è però battuto per la linea massimalista di Recovery Fund allargato, con cui finanziare anche spese per cassa integrazione in deroga, per il bonus vacanze e per altre spese assistenziali. La rana ha cercato di spiegare allo scorpione che per gli interventi assistenziali resi necessari dalla pandemia, c’è il Mes sanitario, che per l’Italia vale 36 miliardi a tasso zero. Ma Conte fa orecchio da mercante: non è in grado di dire «si» al Mes sanitario perché i 5 Stelle lo rifiutano. Così si è opposto alla linea della Merkel e ha dato alla rana una prima dose di veleno. La discussione si è impantanata e ora il Primo Ministro olandese, Mark Rutte, si è dice pessimista su un accordo sulla proposta di Recovery Fund al vertice dei leader della Ue che inizierà venerdì. Rutte ha aggiunto che il principale ostacolo è quello di assicurarsi che i Paesi che riceveranno le possibili sovvenzioni dal fondo per la ripresa portino a termine le riforme economiche promesse. Fra queste vi sono gli snellimenti burocratici e un sistema fiscale che non distorca il funzionamento del mercato, con l’evasione. Ma l’Olanda usa questo argomento come pretesto, perché sull’evasione fiscale ha bisogno di negoziare con Bruxelles, in quanto a causa delle sue politiche di paradiso fiscale è accusata di riciclaggio. Resta il fatto che l’Italia dicendo «no» al Mes si auto-danneggia, rifiutando il piano che serve per i problemi assistenziali dei Paesi colpiti dalla pandemia. Il Btp Futura ha reso al Tesoro solo 6 miliardi e genera un onere per interessi non indifferente, mentre il Mes sanitario dà 36 miliardi a tasso zero. Ora il nostro governo si appresta a chiedere al Parlamento uno scostamento di 18 miliardi dalle regole sul deficit di bilancio. Lo scostamento non ci sarebbe con i soldi del Mes a tasso zero. Poiché il governo Monti ha introdotto in Italia con legge il «meccanismo di risoluzione» previsto dal Mes, che consente alla maggioranza dei creditori di votare la riduzione di ogni debito pubblico emesso dall’Italia, rivalendosi per la differenza sui nostri beni pubblici e poiché questa legge non si applica al Mes sanitario ma a ogni altro debito pubblico, bisogna proprio dire che Conte e i 5 Stelle hanno la sindrome dello scorpione.



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