Ignazio Marino (assolto) attacca: “Il Pd di Renzi e Orfini? Come sparare sulla Croce Rossa…”

Ignazio Marino si prende la sua rivincita. L’ex sindaco di Roma parla dopo la sentenza della Corte di Cassazione che lo ha assolto dalle accuse di peculato e falso del cosiddetto “caso scontrini”. Caso che gli costò la carica di primo cittadino, venendo sfiduciato e cacciato dal suo partito per volontà, su tutti, dell’allora segretario Matteo Renzi e di Matteo Orfini.

L’ex primo cittadino capitolino – intervistato da La Repubblica – esulta in primis per la sentenza degli ermellini: “Ovviamente ho provato sollievo anche se sono sempre stato in pace con la mia coscienza”. Dunque, sferra un causitco attacco al suo ex partito: “La chiusura dei circoli del Pd nella capitale è stato il segnale di uno scollamento totale tra i vertici del partito e il territorio. Un isolamento che ho vissuto sulla mia pelle. Io e la mia giunta siamo stati lasciati soli in balia di quel sistema di potere che da decenni governava Roma.

Il chirurgo (oggi insegna con una prestigiosa cattedra alla Thomas Jefferson University di Philadelphia), è stato contattato anche dal Messaggero e in occasione della chiacchierata con il quotidiano capitolino ha parlato della difficile situazione di Roma, puntando il dito contro Virginia Raggi: “Roma può cambiare e diventare una metropoli moderna, accogliente e internazionale. Di certo non con questa amministrazione…”. E poi: “Mi pare che i romani e le romane la vedano male (la città, ndr), non solo sporca e piena di buche, ma disgregata, decadente, senza prospettiva, violenta. Di questo la sindaca ha la piena responsabilità politica”.

E se sul neo segretario Nicola Zingaretti non si sbilancia più di tanto – “Lui non sostiene, non attacca. Sta in equilibrio. Io non sono così…” – ecco un’altra bordata al due Renzi-Orfini: “Il primo ha distrutto il Pd, lacerato il centrosinistra e consegnato il Paese alla destra, sovranista e populista. Il secondo ha perso miseramente le elezioni a Roma. Che vuole commentare? Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa…”. Il Giornale.it