Il giardino segreto, Colin Firth fra traumi e fantasmi

ROMA – Una storia magica, di rinascita emotiva, che affronta temi come il confronto con il lutto e con la profondità di traumi nascosti. E’ Il Giardino Segreto, cult della letteratura per ragazzi, scritto da Frances Hodgson Burnett (autrice anche de Il piccolo lord), pubblicato per la prima volta nel 1909 e più volte adattato da cinema, tv e teatro. A 27 anni dall’ultima versione cinematografica, firmata nel 1993 da Agnieszka Holland, la storia torna in un nuovo film (origine anche di una nuova uscita letteraria con Dea). Lo firma Marc Munden (Utopia, Il terzo giorno) con un cast di giovanissimi interpreti composto da Dixie Egerickx per la protagonista Mary, Dan Hayhurst e Amir Wilson. Ad affiancarli maestri della recitazione come Colin Firth, nel ruolo di Archibald, misterioso e solitario zio di Mary, e Julie Walters, nella parte di un’efficiente quanto apparentemente gelida governante.

Il lungometraggio, arrivato con Lucky Red in associazione con 3Marys Entertainment su Amazon Prime Video, rielabora la trama, condensando in una forma più attuale il tono gotico, dando al racconto un respiro più ampio, riflesso anche nell’approccio visivo, della resa del giardino, per il quale il regista ha evitato gli effetti digitali in studio. Munden ha preferito renderne la magia e le capacità taumaturgiche, riprendendo dal vero in varie parti della Gran Bretagna, dalle brughiere del nord dello Yorkshire all’Arco del maggiociondolo e ai prati fioriti di Bodnant Garden nel Galles settentrionale; dai Trebah Gardens in Cornovaglia all’antichissimo bosco nella Foresta di Dean. L’aura da favola è rafforzata dall’ambientazione nel passato, anche se spostata, dai primi del ‘900 in India dove parte la storia, al 1947, alla vigilia della partizione tra India ed Pakistan. La piccola Mary (Egerickx), nata nel Paese asiatico da genitori inglesi, tanto eleganti quanto assenti, rimane all’improvviso sola dopo la morte del padre e della madre per il colera. Così la bambina è riportata in Gran Bretagna, dove ha accettato di ospitarla uno zio, Archibald (Firth), che non ha mai superato la morte della moglie.

Accolta dalla severa governante Mrs Medlock (Walters), Mary, che nasconde il dolore nella rabbia e nei modi sprezzanti, si ritrova così in un maniero imponente, cupo, immerso nel lutto e nel silenzio. Ci vive, isolato, anche il figlio di Archibald, il cugino, coetaneo, Colin (Hayhurst), invalido e malato. Pian piano, grazie anche all’incontro con un affettuoso cane randagio (personaggio nuovo rispetto al libro) e con l’intraprendente e gentile Dickon (Wilson), la bambina inizia a riaprirsi alla vita. Una rinascita nella quale ha un ruolo centrale la scoperta di un enorme giardino apparentemente incantato e dotato di benefici poteri che aiuteranno anche Colin. I piccoli protagonisti si ritrovano in un viaggio continuo fra presente e passato scandito da fantasmi, lettere, ricordi, che finisce per coinvolgere anche Archibald.

“Visto attraverso gli occhi della bambina, ha qualcosa di davvero mostruoso – spiega a proposito del suo personaggio Firth, nelle note di produzione -. Mary si trova in un universo minaccioso, che incute paura, vuoto e disperante. E sono tutte sensazioni propagate da Archibald”. E’ un uomo che “si è dimenticato degli altri, o quanto meno li ha messi a tacere. Ha causato a tutti un danno enorme proiettando fuori da sé il disgusto che prova per se stesso. E suo figlio è la prima vittima dell’egocentrica depressione di quest’uomo”. Una nuova performance, costruita con poche scene di grande intensità, quella dell’attore, che nel prossimo anno potremmo ritrovare in gara agli Oscar con la sua straordinaria prova in un altro film molto atteso, dopo il debutto nei festival internazionali, Supernova di Harry Macqueen. Nella trama interpreta Sam, musicista che decide di andare a rivedere amici e parenti insieme al compagno da 20 anni, Tusker (Stanley Tucci, dato fra i favoriti per una nomination fra gli attori non protagonisti) al quale è stata diagnosticata una rara forma precoce di demenza.


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