Il governo boccia il rinvio: avanti con la stretta ai contanti

Fare la guerra al contante non evita problemi. La questione riguarda anche l’Italia. Dove il dibattito sulla lotta al cash, in questi giorni, è molto caldo. Anzi, caldissimo. Tra circa una settimana, infatti, il tetto per le operazioni in contanti cambierà, scendendo a 2mila euro. E poi, dal primo gennaio del 2022 scenderà ancora fino a mille euro. L’ultimo ad aver messo mano a questa misura era stato il governo di Matteo Renzi che nel 2016 aveva stabilito il tetto a 3mila euro.

Il governo giallorosso, presieduto da Giuseppe Conte, punta ad accelerare ora i piani per incentivare gli strumenti alternativi al contante. “Questo orientamento politico renderebbe contraddittoria la scelta di accantonare emendamenti sui quali l’esecutivo non è orientato a cambiare idea”, ha affermato ieri il viceministro dell’Economia dem, Antonio Misiani, motivando così in commissione Bilancio della Camera la posizione contraria del governo a una serie di emendamenti al decreto Rilancio. In particolare, quelli presentati dal centrodestra che chiedevano la proroga dell’entrata in vigore della riduzione della soglia al primo luglio 2021.

Un’altra importante notizia sulla riduzione del tetto del contante riguarda una lunga serie di sanzioni per chi non si adegua. Da luglio arriveranno multe fino a 50mila euro. “Follia. Ognuno deve poter spendere i suoi soldi come vuole e quando vuole, non siamo in Unione Sovietica. Germania, Austria, Svezia, Gran Bretagna e tanti altri Paesi europei non hanno nessun limite di spesa in contanti”, ha attaccato ieri Matteo Salvini.

A sostegno di quanto affermano le opposizioni è arrivata persino un comunicato della Bce. Lo scorso dicembre, aveva inviato una lettera al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e ai presidenti delle Camere esprimendo perplessità sulla scelta del governo di ridurre la soglia del contante. Spiegando che la lotta al cash non porta matematicamente al contrasto dell’evasione fiscale. Come invece sostiene l’esecutivo.

Anzi, va ricordato, che praticamente tutti i Paesi del mondo (esclusi Corea del Sud, Finlandia, Australia, Singapore) non solo si usa il contante, ma addirittura l’uso del contante aumenta (in Svizzera, per esempio, nell’ultimo decennio l’uso del contante è passato da 35 miliardi a oltre 80 miliardi). In Paesi come Giappone, Germania, Francia, Spagna, Portogallo l’uso del cash rappresenta oltre 80% di tutti i pagamenti. In Usa siamo a circa il 50%. Inoltre nei pochi Paesi menzionati che non usano le banconote tra 20% e 40% l’indebitamento del nucleo familiare è aumentato raggiungendo anche il 200% del reddito.



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