“Il governo ha raccontato bugie per due anni. E non è riuscito a risolvere un problema”

Due anni di bugie. Il Ponte Morandi viene riconsegnato ad Aspi e il governatore della Liguria Giovanni Toti riassume alla sua maniera: «Ci hanno raccontato bugie per due anni».

Chi, governatore?

«I Cinque stelle e più in generale il governo Conte. Sulle macerie del Ponte, quasi due anni fa, ci avevano giurato che avrebbero spazzato via i Benetton, ma poi non è successo nulla».

Lei che spiegazione si è dato?

«Due anni di bugie. Due anni di proclami. Due anni di chiacchiere. Ma niente di niente sul campo. Delle due l’una: se c’erano le condizioni per revocare la concessione perché non l’hanno fatto subito? Se invece non c’erano, perché hanno continuato a bluffare fino a ieri mattina?»

Secondo lei, c’erano o no queste condizioni?

«Io non conosco il contratto, ma se non l’hanno stracciato vuol dire che non era facilmente superabile sul piano giuridico. E poi c’è un’altra questione».

Quale?

«Chi avrebbe messo il governo al posto di Aspi?»

L’Anas?

«Ma l’Anas fa una fatica enorme a gestire la propria rete. L’Aurelia, che è la strada statale numero 1, è interrotta in almeno tre punti. Ma dai, siamo seri: hanno sparato frottole a raffica».

Lei difende la concessionaria che fa capo alla famiglia Benetton?

«Io non difendo nessuno. Io tutelo solo la mia Regione e i suoi abitanti. Però dico che i processi non si fanno in piazza. Io ho fiducia nella magistratura genovese, ci sono ottimi giudici e la procura ha fatto il suo lavoro: Aspi risponderà in quella sede».

Il nuovo Morandi sta per essere inaugurato, ma le gallerie sono un cantiere unico e il traffico è impazzito.

«Che le dicevo? Due anni buttati. Noi abbiamo ricostruito il Ponte, noi abbiamo completato le opere di connessione con le autostrade, noi abbiamo risarcito la gente».

Roma?

«Roma aveva assicurato che avrebbero tolto subito le concessioni ad Aspi e non l’ha fatto. Roma aveva assicurato che sarebbe nata un’agenzia per la sicurezza, l’Ansfisa, ma l’Ansfisa non è mai nata, anche se è stato nominato un direttore».

Le gallerie?

«C’è stato un crollo a dicembre, a Masone, e sono partiti i controlli».

Ma qua è tutto bloccato.

«Il 29 maggio l’Ispettorato del Ministero ha convocato Aspi e ha detto loro che il monitoraggio dei tunnel non poteva andare avanti così».

Perché?

«Perché sulla base di una circolare del 1967, pescata per l’occasione, il monitoraggio in due fasi, una prima superficiale e la seconda in profondità, non era corretto».

Quindi?

«Quindi hanno ordinato di smontare subito tutte le gallerie. Settecentocinquantamila metri quadrati di onduline».

Risultato?

«La paralisi delle rete viaria. Il collasso di un sistema già disastrato e un danno di immagine terribile per la Liguria».

Come se ne esce?

«Non lo so e non so neanche i tempi. Nessuno al ministero vuole prendersi la minima responsabilità e nessuno cerca di alleggerire i protocolli».

Insomma, i disagi non finiranno a breve?

«E chi lo sa. Di sicuro arriveremo alla seconda metà di luglio. Si procede alla giornata e l’ingegnere che controlla quel pezzo di tunnel decide quotidianamente come comportarsi: se quel tratto gli appare non in ottimo stato fa partire subito i lavori. Non c’è’ più nessuno che valuti le problematiche, stabilendo le priorità: una galleria ha magari bisogno di un intervento urgente, un’altra può essere restaurata in autunno, in una terza si può intervenire in primavera. No».

Tutto subito?

«Tutto subito e gli automobilisti stanno in coda per ore. Ripeto: hanno raccontato bugie per due anni e non hanno risolto un problema che fosse uno».

La revoca è ancora possibile. Arriverà?

«Lo chieda a loro. Questa è una farsa che va avanti da troppo tempo».



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