IL PALAZZO DEL VICERE’ A MONTEGRIDOLFO. Torna La Vela Illuminata

Mercoledì 22 luglio alle ore 21.15, torna La Vela Illuminata a Montegridolfo.

La seguitissima rassegna cinematografica itinerante viene ospitata anche quest’anno nel bellissimo borgo malatestiano e lo fa con la proiezione del film-kolossal: Il Palazzo del Viceré. E’ la narrazione del passaggio all’indipendenza del sub-continente indiano, con pagine di storia realmente avvenute, in una cornice sfarzosa degna dell’Impero vittoriano.

Il recupero dei fatti storici e della loro memoria è una delle matrici a cui s’ispira la politica culturale dell’Amministrazione montegridolfese e la scelta del film, ricalca un percorso di elevata qualità.

Si ricorda che nel rispetto delle regole anti Covid-19, l’ingresso nella platea allestita in piazza Matteotti, sarà ammesso solo per un numero limitato di persone. Si raccomanda pertanto di giungere con un congruo anticipo sulla proiezione, affinché non avvengano assembramenti (apertura ingresso ore 20.30). Il pubblico dovrà presentarsi munito di apposita mascherina e rispettare le indicazioni di sicurezza e del distanziamento sociale.

Il Palazzo del Viceré

(Viceroy’s House)

Regia di Gurinder Chadha

Con Hugh Bonneville, Gillian Anderson, Manish Dayal, Michael Gambon

Drammatico, Regno Unito/India/Svezia, 2017

durata: 108 minuti

Come consuetudine il film verrà preceduto da Corto Cartoon: Gunpowder di Romane Faure, Nathanael Perron, Léa Detrain, Benoît de Geyer d’Orth, Pei-Hsuan Lin, Anne-Lise Kubiak, Francia, 2019 – 5’30”

Trama

1947. Dopo 300 anni il dominio dell’Impero Britannico in India si avvicina alla fine. Ad accompagnare la delicata transizione del Paese verso l’indipendenza è il nipote della Regina Vittoria, Lord Mountbatten, che con la moglie e la figlia si stabilisce per sei mesi nel Palazzo del Viceré a Delhi. L’ultimo Viceré, impegnato nella mediazione tra induisti, musulmani e sikh, fallisce nell’appianare il conflitto che sfocia nella cosiddetta “Partition” fra India e Pakistan, coinvolgendo anche l’intero personale del Palazzo. Le storie della famiglia Mountbatten e quelle di alcuni membri dello staff si intrecciano sullo sfondo di una dolorosa separazione. I giovani Aalia e Jeet, entrambi a servizio nella dimora, diventano testimonianza degli effetti dell’ostilità tra comunità religiose: l’una musulmana, l’altra induista, allo scoppio dello scontro saranno chiamati a prendere una decisione epocale.

Regia

Gurinder Chada (Sognando Beckham) rivisita un momento fondamentale della storia del suo paese d’origine, e anche di quella della sua famiglia: la nonna fu tra i milioni di rifugiati costretti a lasciare da un giorno all’altro i loro villaggi come conseguenza della divisione tra India e Pakistan all’indomani dell’indipendenza dall’Impero Britannico, una vicenda che la regista narra svelandone i retroscena, fatti di compromessi ed errori per cui pagarono la vita migliaia di persone. Il film sceglie la casa del Viceré come microcosmo in cui mettere in scena non solo le contrattazioni non sempre limpide, tra i leader dei vari partiti/minoranze, ma anche una storia d’amore contrastata che vede ovviamente protagonisti due giovani appartenenti alle etnie in conflitto.

Critica

Il Palazzo del Viceré, sontuoso e con un cast di tutto rispetto, aspira all’affresco d’epoca ed usa una costruzione lineare per esemplificare la sua tesi, con un meccanismo di costruzione del racconto upstairs/downstairs che ha fatto la fortuna di tanta produzione anglosassone sul grande e piccolo schermo. Non mancano tuttavia gli omaggi al cinema bollywoodiano, come la scena di un fidanzamento in cui al ritmo di una canzone musulmani e indu ballano insieme. Interessante per lo squarcio che apre su una vicenda non così nota, Il Palazzo del Viceré è un buon esempio di intrattenimento che non rinuncia a un’analisi storica rispettabile. (Luisa Cotta Ramosino – Sentieri del Cinema)

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