Il primo Game Boy senza batterie, per giocare all’infinito

E’ pronto il primo Game Boy ecosostenibile senza batterie, che si alimenta grazie all’energia solare e a quella impressa sui tasti dalle dita del giocatore: il prototipo, del tutto simile alla celebre console portatile degli anni Novanta, funziona con le sue stesse cartucce e permette di giocare a Tetris, scacchi e solitario praticamente all’infinito, solo con brevissime interruzioni rapide quanto un batter d’occhio. Il risultato sarà presentato alla conferenza UbiComp 2020 dai ricercatori statunitensi della Northwestern University insieme ai colleghi olandesi della Delft University of Technology.

“Si tratta del primo dispositivo interattivo senza batterie che usa l’energia derivante dalle azioni dell’utilizzatore”, spiega Josiah Hester della Northwestern University. “Il gioco sostenibile diventerà una realtà e noi abbiamo compiuto un importante passo in questa direzione, sbarazzandoci della batteria”, aggiunge Przemyslaw Pawelczak della Tu Delft. “Con la nostra piattaforma vogliamo dimostrare che è possibile un sistema di gioco sostenibile che fa divertire chi lo usa”.

La console di gioco, chiamata Engage, ha pannelli solari intorno allo schermo e pulsanti smart che convertono la pressione esercitata dal giocatore in energia. Quando passa da un tipo di alimentazione all’altro, va incontro a brevi perdite di potenza: per garantire una durata di gioco accettabile, l’hardware e il software sono stati progettati per avere un consumo energetico efficiente e sempre monitorato. Inoltre è stata messa a punto una nuova tecnica per conservare lo stato del sistema in una memoria non volatile, in modo da poter riprendere il gioco esattamente da dove si era interrotto non appena si riacquista potenza. In una giornata non troppo nuvolosa, con un gioco che richiede almeno un moderato numero di tocchi sui pulsanti, il gioco si interrompe per meno di un secondo ogni dieci: per i ricercatori la prestazione è compatibile con giochi semplici come Tetris, scacchi e solitario, ma non ancora con i videogiochi d’azione.
   


Fonte originale: Leggi ora la fonte