Il Qe della Bce e come aiuta Paesi come l’Italia

Una sentenza tutta tedesca, che non si spinge al punto di dichiarare illegale il ‘quantitative easing’ ma piazza alcune trappole che potrebbero, nei fatti, renderlo meno efficace.
Il verdetto dei giudici costituzionali non accusa la Bce di monetizzazione del debito. Ma rimette a Francoforte l’onere di provare che non c’è violazione del principio di proporzionalità rispetto agli effetti di bilancio degli acquisti di debito pubblico.
Un aspetto insidioso perché mette sotto tiro due nodi essenziali: l’aspettativa che la Bce, come sta facendo con il nuovo programma Pepp per l’emergenza pandemica, compri titoli nazionali, ad esempio italiani, in misura maggiore rispetto quanto sarebbe previsto dalla quota italiana nel bilancio (17%).
E quella che tenga quei titoli in bilancio il più a lungo possibile (qualcuno vorrebbe acquistasse bond perpetui).
Con il vecchio ‘Qe1’ varato da Draghi nel 2015 la Bce (tramite Bankitalia essenzialmente) aveva comprato al 31 dicembre 2019 – dati ufficiali – 2.200 miliardi di euro di debito pubblico, di cui 364 miliardi di Btp italiani.
Una quota – il 18% circa – abbastanza in linea con la ‘capital key’ italiana. Ma con il ‘Qe2’ (che continua ad esser chiamato Pspp) rafforzato da Christine Lagarde, e ancor più con il Pepp di fine marzo, la Bce ha spinto l’acceleratore sulla flessibilità che le consente di deviare dalla capital key, andando proprio ad aiutare l’Italia.
Fra gennaio ed aprile, il Pspp ha comprato oltre 30 miliardi di Btp, che ammontano a ben più della capital key italiana: sono il 35% dei circa 84 miliardi di debiti nazionali comprati complessivamente.
Nel solo mese di aprile “la deviazione al rialzo più vistosa rispetto alla capital key è anche qui per l’Italia, che riportava oltre il 40% degli acquisti”, scrive in un report Morgan Stanley.
Secondo la gran parte degli analisti, con il ‘Pepp’, che ad aprile ha acquistato 103 miliardi di titoli complessivi, la Bce come minimo ha comprato una quota italiana altrettanto importante.
Ecco perché la sentenza dei giudici di Karlsruhe richiederà un bel lavoro per essere ‘sminata’ nei suoi aspetti più insidiosi.     Se si aggiunge che l’aspettativa di molti è che la Bce monetizzi il debito, ad esempio rinnovando senza fine i bond che scadono o accettando titoli perpetui, e il fatto che i giudici potrebbero impedire che compri titoli ‘junk’, ecco che per Christine Lagarde si apre una sfida pesante.

   


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