Il Viminale non sa dove metterli. Così spedisce i migranti al nord

La notizia dell’arrivo a Torino dal centro di identificazione di Agrigento di una quarantina di stranieri, i primi di un gruppo più nutrito che dovrebbe completarsi nelle prossime ore ed essere ridistribuito nel territorio del Piemonte, sta iniziando a scatenare forti polemiche.

I 41 nuovi arrivati, secondo quanto pianificato dal Viminale, saranno collocati nelle vicinanze del Parco della Pellerina, dopo esser stati sottoposti a nuove verifiche sanitarie per evitare il rischio dell’esplosione di un nuovo focolaio di Covid-19. Secondo quanto riportato da “La Stampa”, saranno complessivamente 156 i clandestini ad essere ricollocati all’interno dei confini piemontesi: per quanto si sa fino ad ora una cinquantina saranno accolti nel centro polifunzionale Sprar Fenoglio di Settimo Torinese (Torino) e 41 al Parco della Pellerina. L’iter seguito per l’inserimento degli extracomunitari sarà sempre lo stesso: prima le visite mediche ed i tamponi faringei poi, nell’attesa dell’esito degli stessi, il divieto di lasciare le strutture di accoglienza o di ricevere delle visite dall’esterno.

Si tratta delle dirette conseguenze della scellerata gestione dell’hotspot di Lampedusa, andato in tilt a causa dell’enorme numero di stranieri, per “alleggerire” il quale ora il Viminale, come promesso al governatore Musumeci, sta operando una ridistribuzione sul territorio nazionale.

“Un inaccettabile blitz estivo, non concordato con il territorio e assolutamente improvvisato sotto il profilo organizzativo e sociale”, attacca la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli. “Come altro si può definire la scelta di mandare 40 immigrati, in condizione sanitaria imprecisata, dentro ai container metallici piazzati dentro un parco nel cuore di Torino, dimenticati lì da Appendino dall’emergenza freddo dell’inverno scorso? Il Governo Conte promette da settimane i miliardi di Bruxelles, ma finora stiamo vedendo solo gli immigrati, prosegue la deputata, “imposti senza nemmeno preavviso alle spalle dei torinesi, impegnati a reagire alla crisi economica post covid o distratti dalle ferie. Chi pagherà per l’accoglienza dei nuovi arrivati?”, si domanda Montaruli. “Chi dovrà garantire la sicurezza sanitaria nelle strutture di accoglienza? Chi manterrà l’ordine e la legge per scongiurare le fughe scomposte già viste in Sicilia? Sicuramente non Conte con i suoi superpoteri”.

Dello stesso avviso il collega di partito nonchè assessore regionale Maurizio Marrone: “Forse il Governo non si è accorto che in Piemonte non comanda più un centrosinistra disponibile a trasformare la regione in un campo profughi, affonda il politico. “Noi abbiamo ricevuto la fiducia dei piemontesi anche per la promessa di difenderli dall’immigrazione incontrollata, imposta sulla pelle delle periferie e di un welfare già all’osso: non accetteremo di subire le conseguenze delle irresponsabili politiche sui porti aperti”, conclude.

Raggiunta telefonicamente da “Il Giornale.it”, la deputata Augusta Montanaruli ha fornito ulteriori dati sulla questione del trasferimento dei migranti dalla Sicilia. “Gli immigrati, che arrivano da Agrigento, saranno smistati non più nei container come inizialmente stabilito, bensì all’interno di una struttura sempre in via della Pelleria adibita ad hoc, nella quale sono ora in corso le pulizie e l’allestimento. A rendere il tutto ancora più grave è il fatto che i tamponi faringei, dei quali si dovrà far carico la regione Piemonte, saranno effettuati solo nella giornata di domani, e di questo siamo certi perchè abbiamo già ricevuto conferma”, riferisce la parlamentare. “Presumibilmente gli stranieri stanno viaggiando senza esser stati sottoposti a specifici esami medici per scongiurare il pericolo di contagio. E l’emergenza Coronavirus non è mica rientrata”.

“Non è la prima volta che una cosa del genere accade, un episodio simile si è verificato la settimana scorsa. Ed anche in questo caso si trattava di immigrati che venivano smistati in Piemonte per creare spazio per nuovi arrivi in Sicilia a causa di questa politica dei porti aperti. In questo caso erano stati trasferiti nella struttura della Croce Rossa di Settimo Torinese. Erano stati fatti solo dei semplici test sierologici“, rivela la Montaruli. Mi ero recata di persona alla Croce Rossa per avere informazioni a riguardo e mi era stato riferito chiaramente che nessuno dei nuovi arrivati era mai stato sottoposto prima a tampone faringeo. È stato fatto tutto a spese della regione Piemonte, che si è occupata anche di gestire la quarantena precauzionale”.

“Il problema è che subiamo le scelte del Viminale, che prende accordi con le prefetture locali”, lamenta la deputata di Fdi. “Lo Stato ci considera solo quando ha bisogno. Siamo più volentieri solidali quando ci viene mostrata solidarietà. Ora a livello nazionale la necessità è quella di trovar posto per questi immigrati, per cui veniamo presi in considerazione, ma la stessa considerazione non l’abbiamo ricevuta quando lo Stato ha bloccato il Bonus di gratificazione previsto dalla regione Piemonte per medici ed infermieri, i veri eroi del Coronavirus”.



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