‘Impossible Games’

Preceduta dalle sfide in giardino promosse dalla federazione mondiale e da gare nazionali in pedana e pista svoltesi nella Repubblica Ceca, a Plzen e a Kladno, e in Austria, l’atletica prova a ricominciare sul serio. Lo farà l’11 giugno, con quello che prima della pandemia era un appuntamento classico e si chiamava Bislett Games a Oslo e che quest’anno diventa un kermesse che ha preso il nome, quasi a voler simboleggiare la rinascita, di ‘Impossible Games’. Si gareggerà a porte semi-aperte (gli organizzatori non hanno ancora chiarito le modalità d’ingresso) e diretta tv in chiaro, almeno per la Norvegia. Giusto così, anche perché il parterre di ‘invitati’ è ricco, basti pensare che il primatista del mondo di salto con l’asta Armand Duplantis sfiderà il norvegese Sondre Guttormsen, e che lo stesso Duplantis sarà impegnato anche in una gara a distanza con Renaud Lavillenie, che salterà nel giardino di casa a Perignat les Sarlièvee. La formula sarà quindi quella dello stabilire una quota che rimarrà fissa e contare chi la scavalca pià volte. La sfida del ‘tutti in giardino’ durante il lockdown è stata divertente, per questo Lavillenie, che pareggiò con il rivale, ci riprova da casa, collegato con i video dello stadio.
    Ci sarà anche un tentativo di primato del mondo, sui 300 m a ostacoli da parte di Karsten Warholm, che ad Oslo l’anno scorso fece il record europeo dei 400 hs con 47″33, mentre il campione del mondo del lancio del disco, Daniel Stahl, colosso alto 2 metri e pesante 155 chili, affronterà l’altro svedese Simon Petterson e il norvegese Ole Stunes Isene. Spettacolare si annuncia il ‘match’ a tre sui 300 ostacoli donne, distanza non tradizionale, con la campionessa d’Europa Lea Sprunger, la medaglia d’argento olimpica Sara Slott Petersen e la recordwoman norvegese Amalie Iuel. Karoline Bjerkeli Grovdal, invece, correrà da sola, andando all’attacco del primato norvegese dei 3000 metri tuttora in possesso della grande Grete Waitz. Due svedesi, Hedda Hynne e Lovisa Lindh, si sfideranno sui 600 metri in corsia.
    Ma il pezzo forte della serata, garantisce il direttore del meeting Steinar Hoen, sarà la sfida ‘a distanza’ fra il team di casa dei tre fratelli Jakob, Filip e Henrik Ingebrigtsen, e quello keniano capitanato dai campioni del mondo Timothy Cheruiyot ed Elijah Manangoi. In tutto cinque mezzofondisti per squadra correranno i 2000 metri, i norvegesi ad Oslo e i rivali in contemporanea a Nairobi (le loro performance saranno mostrate sui megaschermi) e alla fine verranno presi in considerazione i migliori tre tempi di ogni gruppo. C’è in palio perfino un trofeo, intitolato a Maurie Plant, agente australiano molto stimato nel mondo dell’atletica e deceduto a gennaio. L’atletica riparte cercando anche di onorarlo.


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