In 7 giorni 30.000 chiamate a Numero Verde aiuto psicologico Covid

“Circa 30mila chiamate in una settimana provenienti da tutta Italia” sono arrivate al Numero Verde di supporto psicologico messo in campo dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile per aiutare i cittadini nell’emergenza Covid. Più donne che uomini, molti anziani, pochissimi adolescenti, parecchi adulti. “Questi volumi molto alti, mostrano che è stato intercettato un aumento importante del bisogno di sostegno, che va di pari passo a un aumento di ansia, paura e solitudine causati dall’emergenza coronavirus e dal conseguente lockdown”. A spiegarlo all’ANSA è Maria Assunta Giannini, psicologa e psicoterapeuta, dirigente del Ministero e responsabile tecnico-scientifico del progetto partito lunedì 27 aprile, grazie al contributo di 2.500 professionisti volontari. A chiamare il numero gratuito 800.833.833, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 24, sono molti anziani, tristi protagonisti di questa pandemia, nonni che non possono vedere i famigliari o che hanno paura che la Fase 2 aumenti il rischio di contagio.

Tante telefonate arrivano anche da lavoratori in preda alla paura del futuro e al timore di perdere la propria attività o da persone che vedono riacutizzarsi situazione familiari di stress e tensioni pregresse. “In generale – sottolinea Giannini – i sentimenti principali che ci comunicano, e che chiedono di essere aiutati a padroneggiare, sono ansia, depressione, senso di impotenza. Chiamano madri preoccupate per figli giovani, magari problematici o con dipendenze. Così come donne che chiedono aiuto per episodi di violenza in famiglia, e in questo caso le mettiamo in comunicazione con il 1522. Non mancano situazioni psicopatologiche più serie, che richiedono l’intervento dei servizi territoriali e un aiuto farmacologico. In alcuni casi è stato richiesto il supporto del Numero Verde anche per emergenze, come minacce di suicidio, e si è intervenuti in sinergia con le forze dell’ordine per scongiurare il rischio”.

La particolarità inaspettata è che molti cittadini, dopo la prima chiamata, desiderano proseguire i colloqui, ovvero si avvalgono anche della possibilità di effettuare quattro sedute telefoniche gratuite con psicoterapeuti (assistenza di secondo livello). “Questo – conclude l’esperta del Ministero della Salute – mostra un desiderio di andare a fondo, e lo notiamo anche da parte di chi prima non era mai andato da uno psicologo”.
   


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