In arrivo in Sicilia nave-quarantena per 700 migranti

Nei prossimi giorni una nave della compagnia Grandi navi veloci arriverà in Sicilia per consentire di trasferire a bordo i migranti che sbarcano sulle coste italiane e che devono essere sottoposti a quarantena. Al Viminale sono infatti state aperte le buste del bando indetto lo scorso 26 luglio ed è stata assegnata la gara. La nave, che molto probabilmente sarà ormeggiata al largo di Lampedusa, dispone di oltre mille posti: tolti quelli per il personale di bordo, le forze di polizia e il personale della Croce Rossa potrà ospitare tra i 600 e i 700 migranti, a partire da quelli che si trovano attualmente nell’hotspot sull’isola e nel Centro di Porto Empedocle. L’arrivo in Sicilia è previsto nei prossimi giorni: la nave dovrà essere infatti attrezzata con le segnalazioni e i percorsi anticovid. Al Viminale si sta inoltre lavorando per ottenere una seconda nave di dimensioni più ridotte che verrà trasferita in Calabria.

Intanto secondo fonti di maggioranza, le multe per le Ong che violano la normativa nelle operazioni di ricerca e soccorso restano. Lo affermano fonti di maggioranza sottolineando che nell’ultimo testo che modifica i decreti sicurezza e sul quale è stato trovato l’accordo nella serata di ieri, non ci sono più le sanzioni amministrative, ma si torna al codice della navigazione. In particolare, all’articolo 1102 che prevede l’arresto fino a due anni e una multa, il cui importo è stato modificato rispetto alla previsione originale, da 10 mila a 50 mila euro. Sia l’arresto sia le multe saranno comminati all’esito del processo.

E a Lampedusa i 7 migranti positivi al coronavirus, tenuti in isolamento in una stanza dell’hotspot di contrada Imbriacola, stanno lasciando l’isola con un apposito volo aereo. Verranno trasferiti, secondo quanto si apprende, a Palermo. Nell’hotspot dell’isola non ci saranno così più persone positive al virus.

I migranti positivi al Covid-19, prima di essere imbarcati sull’apposito aereo con destinazione Palermo, vengono messi in un tubolare ermetico sigillato e isolato con l’esterno. Accanto, per ognuno, sempre in esterno, c’è il respiratore. Cautela e sicurezza sono, in questi momenti, le parole d’ordine all’aeroporto di Lampedusa.
   


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