In Aula Conte parla di Ue ma tace sul Mes

In vista del Consiglio europeo straordinario di venerdì e sabato, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto a Montecitorio per le comunicazioni di rito prima dell’importante summit in Ue. E quello del 17 e del 18 luglio è un appuntamento decisivo nelle trattative e nei negoziati tra i Paesi membri sul Recovery Fund e su quello che sarà di fatto il futuro dell’Unione dopo l’emergenza sanitaria e la crisi economica causa epidemia-pandemia di coronavirus, che ha messo in ginocchio il Vecchio Continente.

“La posta in gioco non è solo il funzionamento del mercato unico, la tenuta dell’economia europea, la convergenza economica e sociale, ma sono in gioco i pilastri su cui si fonda l’Ue. Oggi sono messi a rischio dalla crisi del Covid 19 che ha colpito il continente dopo due gravi crisi finanziarie. Se non vogliamo essere travolti dobbiamo agire con coraggio e porre in essere misure straordinarie, non abbiamo alternative essere coraggiosi”, le parole del premier nell’emiciclo, che ha pero taciuto sulla risoluzione di +Europa e Azione che andrebbe a impegnare il governo ad accettare i soldi dei fondi comunitari.

Spieghiamo. Per mettere spalle al muro i giallorossi, Emma Bonino e Benedetto Della Vedova hanno preparato una sorta di “imboscata” alla maggioranza, con una risoluzione – che dovrebbe essere votata oggi, salvo rinvio dell’esecutivo stesso – sul Mes. Un documento che mette in difficoltà la compagine di governo, sia per i numeri risicati a Palazzo Madama, sia per le opinioni contrastanti in materia. Bonino, come registrato dal Foglio, ha spiegato: “La maggioranza è di una opinione assolutamente diversa, l’unica via che si trova come collante è il rinvio. Il Sure e il Mes sono disponibili subito, questo deve essere chiaro ai cittadini; il New generation fund, ammesso che ci vada di lusso, sarà disponibile una parte nel 2021, la parte più sostanziosa fine 2022, inizio 2023…”.

L’informativa alla Camera

L’informativa dell’inquilino di Palazzo Chigi è durata una manciata di minuti e nel suo intervento, Conte ha speso parole al miele nei confronti degli alti papaveri europei, dicendo che le istituzioni Ue sono state sensibili a quelle che sono state le risposte italiane alla crisi sanitaria ed economica. A Bruxelles si dovrà decidere ora su quei 750 miliardi di euro del Recovery Fund e la due giorni rappresenterà probabilmente un crocevia decisivo: “Il Consiglio Europeo non può mancare a questo obiettivo epocale: quello di rilanciare il continente in vista del futuro Solo uniti possiamo affrontare le sfide del mondo. Soluzioni nazionali non avrebbero altrettanto successo”, ha aggiunto il sedicente avvocato del popolo, che ha poi voluto attaccare i cosiddetti sovranisti: “Solo uniti riusciremo a rendere l’Ue di nuovo forte, risposte nazionalistiche sarebbero anacronistiche. Dobbiamo rispondere a questa crisi con proposte e speranze, non dando nuove paure e con l’illusione di tornare al piccolo mondo antico, con chiusure e protezionismi”.

Quindi, verso la conclusione dell’informativa, il premier Conte ha dichiarato l’obiettivo di chiudere l’intesa sul Next Generation Ue entro il 31 luglio e senza accordi al ribasso: “Per questo riteniamo cruciale che la proposta del Consiglio Ue sia adottata entro luglio e non sia al ribasso, non solo dal punto di vista economico ma anche morale: non lo meritano le decine di migliaia di vittime del Covid, le imprese che stanno affrontando le conseguenze della pandemia. Dunque, l’invito alla coesione e alla comunione d’intenti tra i Paesi membri: “Quando sono in pericolo le fondamenta della casa comune nessuno Stato può avvantaggiarsi a danno di altri. Se alcuni Paesi soccombessero i Paesi più ricchi non se ne gioverebbero”.

In ultimo, il premier Conte ha annunciato un altro piano, cosiddetto di “ripresa e resilienza”, che il suo governo giallorosso intende presentare a Bruxelles dopo l’estate: “Siamo impegnati a lavorare a un Piano nazionale di ripresa e resilienza che presenteremo a Bruxelles al termine della pausa estiva. Massimo sarà il coinvolgimento del Parlamento nella realizzazione di questo piano”.



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