Influenza, pronti 20 mila vaccini: ogni medico di famiglia ne ha ritirate cento dosi

Lunedì prende il via la campagna di vaccinazione contro l’influenza: la Regione punta a raggiungere il 75 % dei cittadini interessati per i quali la dose del vaccino è gratuita, ovvero chi ha più di 65 anni e chi ha malattie croniche e un’età compresa tra i 6 mesi e i 64 anni.

 

IN PROVINCIA

Nel Biellese si stima che saranno distribuite circa 20 mila dosi, un numero in linea con gli ordini che faceva l’Asl fino a due anni fa. Dall’anno scorso, infatti, non è più l’Asl a ordinare e distribuire il vaccino antinfluenzale ai medici di famiglia, ma questi ultimi devono prenotare e ritirare nelle farmacie le dosi necessarie per i propri assistiti. Con il limite, in vigore da quest’anno, di poterne ritirare solo 100 alla volta per far sì che tutti possano averne fin da subito. «Ognuno dei 124 medici di famiglia biellesi ha prenotato in media 150-160 dosi per garantire il vaccino agli over 65 anni e ai malati cronici ai quali in genere lo somministriamo – dice Sergio Di Bela, segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale -. Il primo ritiro sarà di 100 dosi che dovrebbero essere disponibili nelle farmacie entro la fine della prossima settimana, poi dovremo fare il secondo ritiro. Inizieremo a vaccinare a metà mese e proseguiremo a dicembre, in base all’andamento dell’epidemia». Alcune dosi sono trivalenti, con 3 ceppi influenzali, altre quadrivalenti, per le categorie più a rischio che contengono anche un nuovo ceppo. L’Asl ha ordinato 500 dosi per uso interno, destinate quindi ai dipendenti. Chi non fa parte delle fasce deboli, ma desidera proteggersi dall’influenza può farsi scrivere la ricetta bianca dal proprio medico di base e acquistare la dose in farmacia.

 

BOOM DI TRACHEITI

L’influenza non è ancora arrivata: in genere il picco si registra a gennaio o a febbraio. «Al momento non ci sono notizie di casi di influenza – dice Di Bella -. Ci sono in circolazione alcuni virus para-influenzali e tracheiti con complicanze batteriche ai bronchi dovute, nel Biellese, non tanto all’inquinamento, ma al clima molto secco di questo periodo». Oltre a raffreddori e infiammazioni delle vie respiratorie e virus intestinali.

Fonte: Stampa.it