Inter, Conte: tre anni di contratto e strategie. A novembre rifiutò un triennale del Real per questione di progetto.

Le coppe europee non sono una condizione decisiva.

Si racconta che lo scorso novembre Antonio Conte disse no a un triennale firmato Florentino Perez: circa 12 milioni a stagione per sostituire Julen Lopetegui sulla panchina del Real Madrid. Un problema soprattutto di progetto, di strategie non compatibili fra le parti. Perché al Madrid l’allenatore è quasi sempre stato un abile e carismatico gestore dai toni “morbidi”, nello stile di Ancelotti e Zidane. Conte nella testa dei suoi ragazzi entra invece da uragano, con il durissimo lavoro fisico e tattico sul campo. Un “martello” più simile a Guardiola o Sacchi per intenderci.

I PALETTI DI ANTONIO — Una premessa che spiega come Antonio non sia tipo da farsi abbagliare a prescindere dalle varie corazzate. Il tecnico seguito dall’Inter ha le idee chiare sul suo futuro: da settimane ascolta, osserva e attende situazioni concrete. Chi vuole Conte sa che la base minima è quella di un contratto triennale da 10 milioni di sterline (11,6 milioni di euro circa) a stagione: durata e ingaggio non possono essere tema di discussioni. Conte non pone come “conditio sine qua non” la partecipazione alla Champions o anche solo all’Europa League. Conta unicamente il progetto, e la possibilità di poter crescere e vincere da subito. Gazzetta