Joel Dicker torna con ‘L’enigma della camera 622’

Joel Dicker torna con ‘L’enigma della camera 622’, un romanzo pieno di colpi di scena, di personaggi dalla doppia o tripla verità, sullo sfondo di giochi di potere, segreti di famiglia, inganni, tradimenti e gelosie.
    Congegnato con diabolica perfezione è un thriller di 648 pagine, in cui nulla e nessuno sono veramente come appaiono, che arriva in libreria l’11 giugno per La nave di Reso nella traduzione di Milena Zemira Ciccimarra.
    “L’enigma della camera 622 non è solo uno straordinario thriller sentimentale, costruito con un’abilità eccezionale che prende il lettore e non lo lascia fino all’ultima pagina. Non è solo un romanzo alla Joel Dicker. E’ tutto questo, ma Dicker, a ogni romanzo, rilancia. E questo romanzo è anche una riflessione sull’essere scrittori, sul rapporto tra scrittore ed editore. E Joel scrive pagine sulla figura dell’editore che ogni editore vorrebbe fossero riferite a se'” dice Elisabetta Sgarbi, direttore generale de La Nave di Teseo e Baldini+Castoldi.
    L’autore dei bestseller mondiali ‘La verità sul caso Harry Quebert’, ‘Il libro dei Baltimore’ e ‘La scomparsa di Stephanie Mailer’, vincitore fra l’altro del grand Prix du roman de l’académie Française 2012 e del Prix Goncourt des lycéens 2012, ci porta in un lussuoso hotel sulle Alpi Svizzere, il Palace de Verbier, in un fine settimana di dicembre in cui ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. Ma la notte dell’elezione avviene un omicidio nella stanza 622.
    L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole,e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto.
    Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier. (ANSA).
   


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