La cifra da cerchiare in rosso che decide il destino di Conte

Il premier Giuseppe Conte, nonostante una crisi politica all’interno della sua maggioranza sempre più preoccupante, potrebbe trovare un alleato prezioso nel nuovo lockdown che si sta studiando per le vacanze natalizie. I provvedimenti restrittivi, oltre a blindare gli italiani, potrebbero tenere saldo sulla poltrona un presidente del consiglio dei ministri sempre più in balia del malcontento generale delle forze politiche che lo sorreggono. Ma lo scoglio più importante da superare per Conte, come riporta il quotidiano Italia Oggi, riguarda la nuova campagna vaccinale del prossimo anno. Un numeretto assilla il Governo, che potrebbe subire una spallata decisiva se la vaccinazione di massa dovesse fallire.

Se nei primi mesi dalla partenza della campagna non si supererà il 30% delle persone vaccinate (si punta a un 70-80%), il premier Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza dovranno introdurre l’obbligatorietà e questo indebolirebbe in maniera decisiva l’azione del Governo, già in difficoltà per la gestione della pandemia da Covid-19. L’Italia, sul Coronavirus, in pochi mesi, è passata da migliore e peggiore d’Europa, con l’altissimo tasso di mortalità. Questa situazione blocca anche l’opposizione. La Lega e Fratelli d’Italia temono che un attacco frontale al presidente del consiglio si possa rivelare un boomerang. Conte potrebbe far ricadere la colpa sulle regioni, che per la maggior parte sono guidate dai partiti di centrodestra di Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

In questo quadro politico frastagliato e poco equilibrato si inserisce la partita delle vaccinazioni, un programma che potrebbe essere decisivo per combattere in maniera efficace la pandemia. Ma ci si arriva nel peggiore dei modi, con i cittadini scettici in conseguenza delle continue giravolte del Governo e delle regioni sulle misure di contenimento. Per rendere funzionale la vaccinazione di massa si stanno investendo risorse, utilizzando testimonial importanti, volti noti e familiari, che dovrebbero convincere gli italiani sulla bontà del vaccino. La sfida è partita, ma il risultato non è scontato, tutt’altro.



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