La deputata dem canadese che snobba le regole: in aula senza quarantena

Parafrasando George Orwell, tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri. È quello che deve aver pensato l’onorevole Francesca La Marca (nel tondo), eletta alla Camera dei Deputati nella circoscrizione estero e membro del Pd. Nata a Toronto da una famiglia di origine italiana, La Marca fa parte della Commissione Affari Esteri e Comunitari che si è riunita il 14 luglio con un’audizione informale del già ministro degli Affari esteri Franco Frattini e del suo omologo Giulio Terzi di Sant’Agata.

La Marca ha partecipato alla Commissione con tanto di foto ricordo su Facebook in cui, facendo bella mostra di una mascherina, scrive: «È cambiato il mondo». Ma certe cose, si sa, non cambiano mai ed è un attimo confondere l’immunità parlamentare con quella dal virus. È ciò che deve essere accaduto alla deputata del Pd che, dopo aver inviato alla stampa un comunicato in cui richiede al governo di «sostituire la quarantena per chi arriva dal Canada», sembra essersi dimenticata lei stessa di rispettare le regole attualmente in vigore.

Il condizionale è d’obbligo ma, secondo quanto apprende in esclusiva il Giornale da fonti certe, l’onorevole La Marca è partita dall’aeroporto Toronto Pearson con il volo Air Canada il 12 luglio atterrando il 13 luglio a Roma Fiumicino per poi presentarsi il giorno successivo (14 luglio) in Commissione.

Peccato che la legge preveda la quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi arriva dal Canada: «Chi entra in Italia da questi Paesi è comunque soggetto all’isolamento domiciliare di 14 giorni (quarantena)». Poco importa se il deputato abbia fatto in seguito un tampone risultato negativo (circostanza tutta da accertare), in ogni caso non aver rispettato la quarantena costituirebbe un mancato rispetto della legge.

Un’inadempienza che assume contorni paradossali poiché la stessa La Marca, nel comunicato stampa in cui chiede la revisione dei criteri per chi arriva dal Canada, scrive espressamente: «Passi avanti, sul piano della mobilità internazionale, sono stati fatti con l’adozione della lista verde dei Paesi dai quali si può arrivare, sottoponendosi all’arrivo a quarantena, una lista che include il Canada».

In attesa di un’eventuale smentita della nostra ricostruzione da parte del deputato del Partito Democratico, sorge spontaneo domandarsi con quale credibilità il governo chieda agli Italiani di mantenere le misure anti covid e le stringenti regole in vigore (decise dallo stesso esecutivo) se non vengono rispettate neanche dai parlamentari della maggioranza.

Non svolgere la quarantena fiduciaria obbligatoria rischia infatti di mettere in pericolo le persone con cui si viene a contatto e, se non si attiene alla legge neanche chi dovrebbe dare il buon esempio, perché dovrebbero farlo i cittadini? Ce lo spieghi lei, onorevole La Marca.



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