La mancetta di Giuseppi alle manager

Che peccato che quel bell’uomo di Conte non ci sappia fare con le donne. Si sforza, se lo impone, cerca di ricordarsele quando può, ma non riesce a non trattarle come il ripostiglio di casa. Quella stanza utile ma imbarazzante alla quale ci si affaccia sempre con un po’ di apprensione perché è lì dentro, nascosto e mal riposto, che va a finire tutto ciò di cui non abbiamo tempo o voglia di occuparci.

Le donne non sono il suo argomento. Aveva appena dovuto mettere una pezza sul numero di quote rosa nella task force di Colao e Borrelli (era corso ai ripari inserendone un numero adeguato, dopo essersene dimenticato), ora pianta un’altra gaffe col bonus alle manager per agevolarne la carriera. Ma che maleducato. È inutile che si vesta da principe azzurro e riempia le telecamere di sguardi densi come gelatina di mele cotogne. Illude più con quelli che con i bonus baby sitter, o colf, o manager o con le stime al ribasso sul Covid. A noi donne, Conte non ci si fila. Come quegli spasimanti imbranati dai quali ti aspetti sempre la mossa giusta al prossimo appuntamento. Ma poi, o non arriva la mossa, o non arriva l’appuntamento.

Punto primo, caro premier, se una è arrivata ad essere manager, forse non necessita delle briciole rimaste sulla scopa. Secondo, se proprio volesse dare una mano, potrebbe sostenerne la carriera in modi ben diversi che non dando mancette. Tipo garantendo che nelle società non si faccia discriminazione, o iniziando a nominare qualche signora, qualora se lo meritasse, amministratore delegato nelle partecipate dello Stato dove non esita a dare seconde e terze chance a chi non ha esattamente sempre brillato per competenza quanto piuttosto per genere: maschile. Pensi a donne come Marisa Bellisario, una tra tutte, e poi pensi al suo bonus manager. Non le tremano i gemelli dei polsini?

Ha voglia poi, il suo staff, a parlare di lapsus. Anche tra chance e ciance il lapsus è breve. Linguistico, ma breve. E che dire di Beppe Grillo, che nelle stesse ore in cui lei cerca di rimediare alla frase infelice, lancia strali contro l’ad di «Open Fiber», la società che avrebbe dovuto spingere la digitalizzazione e lo sviluppo della fibra in tutta Italia, chiedendone la rimozione immediata. Si è accorto che l’ad in questione è una donna, Elisabetta Ripa? Per carità, magari Grillo ha anche le sue ragioni, ma certo stavolta non ha avuto i tempi comici. Ma poi, caro premier, non finga che noi donne le piacciamo. È inutile, non è così.



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