La Santelli avverte subito Conte “Intervieni o blocco gli sbarchi”

Quello della presidente della Regione Calabria Jole Santelli è un vero e proprio ultimatum: il premier Conte intervenga per evitare l’arrivo di altri migranti positivi al Covid-19 o sarò io a vietare gli sbarchi.

È questo il senso della lettera che la governatrice di Fi ha indirizzato al presidente del Consiglio per chiedere un intervento immediato, dopo che ieri, a Roccella Jonica, nella Locride, sono sbarcate una settantina di persone, delle quali 28 positive al Coronavirus.

Ma non è solo Santelli a protestare. Stamattina, ad Amantea, decine di cittadini hanno bloccato la Statale 18 in segno di protesta contro la decisione della Prefettura di Cosenza di trasferire 13 dei migranti contagiati proprio nel popoloso centro turistico del Tirreno.

“Accogliere migranti positivi al Covid in una località turistica, peraltro senza alcun preavviso, è una follia”, hanno più volte ripetuto i manifestanti, alcuni dei quali si sono anche sdraiati a terra per chiedere il trasferimento dei contagiati in un centro più attrezzato.

Ma la protesta forse più virulenta è proprio quella di Santelli. “Negli ultimi giorni – ha spiegato la presidente calabrese –, sono stati registrati, come noto, diversi sbarchi di immigrati sulle coste della Regione Calabria. Tali sbarchi non possono, all’evidenza, essere affrontati con le ordinarie misure, attesa la situazione di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del virus Covid-19 che, sebbene si sia ridotta nelle sue dimensioni, non può dirsi affatto superata”.

Santelli, dopo aver ricordato i numeri dello sbarco di Roccella, ha chiesto al governo Conte “di intervenire, adottando misure volte ad evitare che gli immigrati vengano gestiti, da un punto di vista sanitario, solo dopo il loro sbarco a terra. L’unica soluzione in grado di evitare pericoli per la salute della popolazione calabrese non può che essere quella di procedere alla requisizione di unità navali, da dislocare davanti alle coste della regione italiane maggiormente interessate dagli sbarchi, a bordo delle quali potranno essere svolti i controlli sanitari sugli immigrati e potrà essere assicurata, in caso di positività, l‘effettuazione del periodo di quarantena obbligatoria”.

Santelli si aspetta una risposta “rapidissima” da parte dell’esecutivo. In caso contrario, “non esiterò ad agire, esercitando i miei poteri di ordinanza per emergenza sanitaria, vietando gli sbarchi in Calabria. Voglio evitare un braccio di ferro con il governo, ma ho l’obbligo di difendere i calabresi e chi ha scelto di passare in Calabria le proprie vacanze”.

In mattinata, la governatrice aveva ricordato il periodo più buio dell’emergenza: “Per mesi abbiamo combattuto il Coronavirus, al costo di grandissimi sacrifici esistenziali, sociali ed economici. Ma ora, a causa di questa incomprensibile indifferenza nei confronti della minaccia rappresentata dagli sbarchi incontrollati, tutti gli sforzi compiuti dai calabresi e dagli italiani rischiano di essere vanificati. Non possiamo consentirlo. Lo Stato, il governo, devono essere presenti e affrontare una situazione che, da qui in avanti, potrebbe diventare ancora più esplosiva”.

Per Santelli non si può affrontare il problema “facendo finta che non esista o, peggio, per mezzo di pregiudizi ideologici che non cambiano di una virgola la difficile situazione in cui si trovano regioni mete di sbarchi come la Calabria. Serve, dunque una risposta immediata al fine di non vanificare i tanti sacrifici fatti finora e di garantire il diritto alla salute dei cittadini italiani e della Calabria, una regione in cui l’epidemia è stata contenuta meglio che in tante altre realtà. Noi calabresi abbiamo fatto il nostro dovere, ora è lo Stato che deve difenderci”.

Intanto, arrivano le prime iniziative parlamentari. La deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro ha annunciato una interrogazione a Conte e ai ministri dell’Interno e della Salute, Lamorgese e Speranza.

“Gli italiani – ha spiegato – non hanno sopportato i lunghi mesi di lockdown per vedere vanificati i loro sacrifici dall’apertura incontrollata dei porti”.



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