Landini, serve nuovo modello sviluppo, partecipazione dei lavoratori

“Uscire dall’emergenza cambiando il modello di sviluppo e facendo partecipare i lavoratori che ci hanno salvato”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in una video intervista pubblicata su Collettiva, la nuova piattaforma multimediale della Cgil. Landini rimarca la necessità di definire un vero e proprio progetto per rilanciare il Paese e che per uscire dall’emergenza “serve sopratutto un nuovo modello di sviluppo con al centro più intervento pubblico e più diritti fondamentali come salute, scuola e qualità del lavoro”. Il numero uno della Cgil rivendica il contributo dei lavoratori e anche dei sindacati che hanno definito, insieme al governo e alle associazioni aziendali, le regole per lavorare in sicurezza: “Credo che il contributo che ha dato il mondo del lavoro in questa fase – afferma – sia stato decisivo, senza il lavoro delle persone nella sanità, nei servizi essenziali, nell’agricoltura, nella logistica, non avremmo potuto affrontare questa situazione”.

 “In questa fase bisogna rafforzare e non indebolire il ruolo dei contratti nazionali, non solo per tutelare il salario dei lavoratori ma anche per affrontare i processi di cambiamento in atto, coinvolgendo i lavoratori e il sindacato sulle scelte strategiche, su come e cosa si produce”, aggiunge Landini. “Anche le imprese – aggiunge – devono cambiare e se non ricostruiscono insieme a noi rischiano di proseguire su una linea fallimentare”. 

E in vista dei 50 anni dello Statuto dei lavoratori, la legge 300 del 20 maggio 1970, il segretario della Cgil rilancia la necessità di “un nuovo Statuto per garantire a tutte le persone che lavorano, a prescindere dal rapporto di lavoro che hanno, gli stessi diritti e le stesse tutele”, ponendo così fine alla “competizione tra le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare”.
   


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