Lavoro, un milione in povertà. E il dl Agosto blocca il mercato

Da acrobati della povertà a nuovi poveri. È il titolo di una ricerca, pubblicata ieri da Confcooperative e Censis, che descrive un altro effetto negativo della lockdown economy: la difficoltà di sussistenza per coloro che hanno un’occupazione irregolare o a basso reddito. Lo studio evidenzia che a rischio disoccupazione ci sono 828mila lavoratori che hanno in media, un reddito mensile di circa 900 euro e che, pertanto, rischiano di sprofondare nella deprivazione assoluta. È la fotografia di un Paese nel quale lo stop al lavoro flessibile ha creato una barriera tra tutelati e, appunto, gli acrobati. Questi «equilibristi» sono i 2,9 milioni di working poor (12% della forza lavoro) che guadagnano un salario minimo lordo inferiore ai 9 euro l’ora e i 3,3 milioni di irregolari, che rischiano di veder svanire la propria occupazione.

Confcooperative e Censis hanno, infatti rimarcato che durante il lockdown 33 italiani su 100 hanno registrato una riduzione del reddito almeno di un quarto (il 41% degli italiani nella fascia 18-34 anni). Il 55% della popolazione teme, perciò, l’eventualità che si possano diffondere rabbia e odio sociale. «Servono politiche strutturali che tendano alla creazione di lavoro», ha chiosato il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini.

I timori delle coop sono stati confermati dall’Istat che ieri ha pubblicato i dati sulla disoccupazione, che a giugno è salita all’8,8% con un consistente aumento delle persone in cerca di lavoro (+7,3% pari a +149mila unità). Peggiora anche la disoccupazione giovanile, cresciuta di 1,9 punti al 27,6 per cento. Under 35 e donne (-85mila posti a giugno su maggio) sono state le categorie maggiormente colpite. Da febbraio, osserva l’Istat, «il livello dell’occupazione è sceso di circa 600mila unità dei quali 459mila tra aprile e giugno, ossia dopo la parziale riapertura delle attività e nonostante il blocco dei licenziamenti. Le persone in cerca di lavoro sono diminuite di 160mila unità, a fronte di un aumento degli inattivi di oltre 700mila unità. «Queste evidenze – segnala l’Ufficio Studi di Confcommercio – potrebbero indicare come sia cominciato il processo, in parte inevitabile, di riduzione della base produttiva, solo minimamente compensato da coraggiose iniziative di alcuni imprenditori».

Ecco perché la Bce nel suo bollettino mensile ha «benedetto» la cassa-Covid. In Italia, ricorda l’Eurotower, fino a un massimo di 8,1 milioni di lavoratori (42% dei dipendenti) è stato interessato da regimi di riduzione dell’orario di lavoro. «Se la metà fosse stata licenziata – sottolinea la Bce – il tasso di disoccupazione in Italia avrebbe raggiunto un livello prossimo al 25%».

E la bozza del dl Agosto in via di approvazione prosegue su questa falsariga prorogando per altri 18 mesi la cassa integrazione, ma chiedendo un contributo del 9% delle retribuzioni alle imprese con cali di fatturato inferiori al 20% (18% in caso di ricavi stabili, nessun contributo se la flessione è superiore). Particolare non secondario: la cassa verrà riconosciuta solo a fronte di sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa. Confermata anche la decontribuzione previdenziale di 6 mesi per i neoassunti e di 4 mesi per le aziende che non ricorreranno ulteriormente alla cig. Previsto un bonus di mille euro a giugno e di 600 euro a luglio per i lavoratori del turismo e dello spettacolo. Prorogato fino a fine anno lo stop ai licenziamenti salvo cessazioni di attività e fallimenti. La validità dei contratti a termine si estenderà dal 30 agosto al 31 dicembre. Si crea così un ulteriore ingorgo del mercato.



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