Le frasi di Fiano al bar e il simpatico consiglio

Gentile direttore nell’articolo di cronaca, pubblicato ieri dal Giornale, a firma di Augusto Minzolini, mi si attribuiscono opinioni ed espressioni non solo mai riferite al cronista, ma neanche mai pensate. Quello che dovevo dire sulle dichiarazioni del Sindaco Gori l’ho dichiarato pubblicamente domenica 21 scorsa, tramite post Facebook e nota di agenzia, se avessi voluto dire al mio segretario che aveva ragione Gori, mi sarei già dimesso dal mio incarico in segreteria nazionale. Che il mio segretario si renda conto di tutto ciò che ancora c’è da fare per il rilancio del paese lo confermo, tanto che abbiamo appena pubblicato un piano economico, così come sappiamo bene che il tessuto della piccola e media impresa del Nord del paese è quello che soffre in maniera particolare in questo momento, della contrazione economica, e di questo il governo deve tenere conto. Ma il resto delle dichiarazioni sono del cronista, non mie. Ai sensi della Legge sulla stampa sono a chiederle di pubblicare una smentita della dichiarazione riportata.

Emanuele Fiano

Francamente non ho nulla aggiunto e nulla tolto alla conversazione con l’onorevole Fiano, all’ora di pranzo del 24 giugno al bar Illy, davanti alla sede dei gruppi parlamentari della Camera. Anche se, non togliendo nulla, sapevo che avrei rischiato qualcosa. Il saluto di commiato del deputato del Partito democratico, a cui non manca certo quella qualità rara che è la simpatia, è stato con chiaro riferimento alla sua stazza (è alto quasi due metri): «Non fare scherzi che io sono grosso…».

Augusto Minzolini



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